Cartolina dello psichiatra Giuseppe Vidoni (1884-1951) a Giulio Cesare Ferrari (2)

Dott. Giuseppe Vidoni

Genova, li 24 agosto 1921

Via Tripoli, 2-6, Telef. 31-351
 
Egr. sig. prof.,
tempo fa Kobilinsky [1] Le ha spedito il volumetto mio e di Morselli sulla prostituzione[2]. L'ha ricevuto? Vuol fare un cenno (come ci ha promesso) sul «Resto del Carlino» e nella sua «Rivista»? Lo domando anche a nome di Kobilinsky, perché si vorrebbe far conoscere, all'infuori(?) del campo medico, la «irresolta»(?) e perché (Le dico il vero) ci potrebbe essere un po' utile commercialmente di fronte alle spese non piccole. Per ragioni editoriali voglia, inoltre, aver la cortesia di farmi avere (dopo) copia delle recensioni. E il titolo del suo volumetto me lo manda? Servirebbe, intanto, per annunciarlo, mentre (si capisce) il volume può farlo con tutto suo comodo. Ho avuto una mezza promessa anche da parte di Ferri [3]. Pure Carrara [4] ci farà un volume sulla «Delinquenza politica» ecc. Non ho avuto ancora gli estratti. Mi sono permesso di mandarle, invece, copie di due mie note uscite in questi giorni. Mi ricordi alla Signora.
Dev.mo
G. Vidoni
 
[1] Lo psichiatra russo M. Kobilinsky, redattore dei «Quaderni di psichiatria».
[2] G. Vidoni, Prostitute e prostituzione, introduzione di Enrico Morselli, Torino, Lattes, 1921.
[3] Il sociologo e giurista Enrico Ferri (1856-1929).
[4] L'antropologo Mario Carrara (1866-1937).
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