Lettera [1] del filosofo e storico della scienza Giovanni Vailati (1863-1909) a Giulio Cesare Ferrari (4)

Roma, 22 Febb. '06

Carissimo Ferrari,
Perché non mandarmi anche la precedente lettera del Ruiz [2] che sarà certo stata più interessante della seconda? Non avendo qui il libro non so veramente cosa potrei dire in accompagnamento come desidereresti. Scrivendo al Ruiz (di cui mi darai l'indirizzo) digli che più che di una corrispondenza per lettera, per la quale occorrerebbe troppo tempo, desidererei avere occasione di ritrovarmi, o a Bologna o altrove, a discorrere con lui, e allora potrei col suo libro alla mano, indicargli tutti i documenti che giustificano il giudizio che ne ha dato. Dell'Eucken [3] che gode abbastanza voga in Germania (pressapoco come qui l'Ardigò [4] o il Cantoni [5]), non ho molta stima come valore intrinseco, ma  a ogni modo avresti fatto bene a pubblicare il suo giudizio sul libro del Ruiz (perché dato integralmente e testualmente).
Non dimenticarti di mandarmi le bozze recensione del Ravizza [6] che ti rispedirò subito.
Sono occupatissimo, come vedi dalla fretta con cui ti scrivo. Saluti a te e ai tuoi. Salvemini ricambia i saluti.
Tuo aff. G. Vailati
 
[1] La lettera è pubblicata in Psicologia e coscienza religiosa nelle lettere di G.C. Ferrari, a cura di Mario Quaranta, in «Fonti e documenti», n. 10, Istituto di storia dell'Università di Urbino, Urbino, 1981, pp. 378-416, in particolare pp. 415-416.
[2] Il filosofo spagnolo Diego Ruiz (n. 1882). Vailati recensì il suo articolo Genealogia de los simbolos (Barcelona, Heinrich, 1905) sulla «Rivista di psicologia», n. 1, gennaio-febbraio 1906, p. 57.
[3] Rudolf Eucken (1846-1926), filosofo idealista tedesco, premio nobel per la letteratura nel 1908.
[4] Il filosofo, docente all'Università di Padova, Roberto Ardigò (1828-1920).
[5] Carlo Cantoni (1840-1905), filosofo di orientamento neokantiano, fondatore della «Rivista filosofica» nel 1899.
[6] La recensione a F. Ravizza, Psicologia della lingua, Torino, Bocca, 1904, apparsa nella «Rivista di psicologia», n. 2, marzo-aprile 1906, pp. 128-130.
 
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