Lettera dello psicologo Mario Ponzo (1882-1960) a Giulio Cesare Ferrari (3)

Torino, Via Po 18, 15 marzo 1921

Riservata personale

Caro Ferrari,
Grazie delle manifestazioni di amicizia e di stima che mi dai di continuo. Te ne sono grato e ne sono contento non essendo mai mutato il mio animo verso di te attraverso le vicende più varie. Ricordami alla tua gentile Signora e alla tua vezzosa Signorina. E veniamo agli affari.
1) Se tu proprio vuoi mi rivolgerò a Corino [1] per la gomma ma tu molto più facilmente potrai trovarla presso tutti i negozi di biciclette. Sarà tutt'al più un po' più spessa, ma questo non nuoce alla sensibilità dei pneumografi del Lehmann [2]. Così faccio io. Corino stesso non ne ha di ottima qualità. Per l'applicazione della gomma alle capsule non v'è difficoltà grande. Se mai la trovassi mandamela che le metterò a posto io stesso (spedizione  a mezzo corriere).
2) Per ciò che concerne gli ordini del giorno etc. votati nel convegno di Genova te li manderò dietro richiesta. Se non ti occorrono subito conserverò ogni cosa attendendo l'occasione per darteli.
3) è il punto più scabroso… sul quale preferirei parlarti in confidenza pur avendo poco da dirti! Ad ogni modo… per conto mio… in via riservata ti direi di non piegarti ad alcuna dichiarazione. Lascia l'acqua correre per la sua china. Il tempo passa e sana le cose di per sé.
Il tuo sforzo deve essere diretto unicamente a dare alla tua Rivista un carattere veramente scientifico e a non mantenerla una palestra di bagolamento foto scultura (la frase non ti suona nuova eh?) nella quale i lavori buoni e ve ne appaiono di tanto in tanto si perdono di vista come oasi nel Sahara. Conosco le tue difficoltà e che tu mi comprendi essendo al corrente di quanto e come si lavora in America e in Inghilterra in psicologia pura ed applicata (non ti parlo dei Tedeschi!) mentre da noi siamo in pochi a lavorare un po' seriamente!
Tu capisci anche la mia posizione… Ci spiegheremo dunque meglio a voce quando si presenterà l'occasione. Se ve ne sarà bisogno cercherò di affrettarla… per il momento non ancora.
Tutto questo, coi puntini le reticenze e il resto, per te solo… siamo intesi, nevvero?
Cordialissimi saluti intanto dal tuo sempre
Aff.mo
Mario Ponzo

[1] Luigi Corino, tecnico torinese che intorno al 1894 mise a punto lo sfigmomanometro, strumento che per mezzo della compressione esterna variabile esercitata sulla superficie di un'estremità del corpo (di solito l'avambraccio), delineava il tracciato delle pulsazioni nelle arterie.
[2] Lo psicologo sperimentale danese Alfred Georg Ludwig Lehmann (1858-1921).
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