Lettera dello psicologo americano William James (1842-1910) a Giulio Cesare Ferrari (2)

Hotel du Parc, Cannes
May 11, 1905

Dear Ferrari,
Before leaving the Villa Borghese on that Sunday might with Papini, Calderoni and Vailati, we tried vainly to find you. I was sorry. On going to my bed-room at the hotel, to "pack", I found another telegram from Strong [1], telling me that he was well enough to leave Lausanne in 4 days, to rejoin his wife at Cannes, and I had better not come to Lausanne for his sake. So I waited in Rome till Monday, and came hitter via Orvieto, Siena and Pisa and Genoa, arriving simultaneously with Strong. I leave here next Monday for Marseilles, Geneva, Lausanne, Dijon, and Paris, having some friend to see in each place, thence to London, Liverpool and Cambridge, sailing on June 9th. How much morebeautiful "Europe" is than America!
It has given me the keenest pleasure to see you in the flesh, and to become acquainted with the Leonardo Cénacle. Their ability and enthusiasm are refreshing after the prosaic and conscientious technicality (based on Germanic models) of one own Candidates and doctors of Philosophy bald-headed and bald-hearted young men! I go back with determination to infuse a new tone! More youthful and frolicsome!
I gain a great deal by Confabulating with Strong. The Congress [2] was exhilarating to me, though I was able to take so little part in its proceedings.
I believe that I postponed my subscription to your Rivista till I should be in Italy, and meant to ask if you would kindly "turn in" the money for me. I forgot it when I was with you, so I now enclose a 10 franc bank-note believing that to be the price. If you will kindly order the review to be sent to Cambridge for 1905 I shall be much obliged.
Believe me, my dear friend, with cordiallest regards to your wife also, whom I regret never to have seen yours always truly
Wm James

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[TRADUZIONE] [3]

Hotel du Parc, Cannes
11 maggio 1905

Caro Ferrari,
prima di partire da Villa Borghese domenica sera con Papini, Calderoni e Vailati, l'abbiamo cercata invano. Mi dispiaceva; andando nella camera d'albergo per "fare la valigia", ho trovato un altro telegramma da Strong, il quale mi diceva che stava sufficientemente bene per lasciare Losanna entro quattro giorni, per riunirsi con sua moglie a Cannes, e che avrei fatto meglio a non venire a Losanna per il suo bene. Così ho aspettato a Roma fino a lunedì, e sono venuto qui via Orvieto, Siena, Pisa e Genova, arrivando simultaneamente a Strong. Partirò da qui lunedì prossimo per Marsiglia, Ginevra, Losanna, Digione e Parigi, perché in ogni posto ho qualche amico da vedere, e poi partirò per Londra, Liverpool e Cambridge, salpando il 9 giugno. Com'è più bella l'"Europa" dell'America!
Mi ha dato un piacere acutissimo vederla di persona ed essere venuto in contatto con il "Cénacle Leonardo". La loro abilità e il loro entusiasmo sono rinfrescanti dopo il tecnicismo prosaico e coscienzioso (basato sui  modelli tedeschi) dei nostri candidati e dei nostri dottori di filosofia giovani aridi di testa e di cuore! Ritorno con la determinazione di infondere un nuovo tono! più giovanile e festoso. Acquisto molto conversando con Strong. Il Congresso è stato esaltante, sebbene abbia potuto partecipare così poco ai suoi lavori.
Credo di avere annullato il mio abbonamento alla vostra "Rivista" finché non sarei stato in Italia, e intendevo chiederle se potesse gentilmente anticipare il danaro per me. L'ho dimenticato quando ero con lei; quindi accludo ora una banconota di 10 franchi, pensando che quello sia il prezzo. Le sarò molto grato se ordinerà gentilmente che la rivista sia mandata a Cambridge per l'anno 1905.
Mi creda, caro amico mio, con i cordialissimi auguri anche a sua moglie, che mi rincresce di non avere mai vista sinceramente sempre suo
W. James

[1] Edward K. Strong pubblicò uno dei primi studi sulla pubblicità, esaminando, in particolare, il modo in cui le réclames potevano provocare sentimenti e desideri specifici. Il suo The relative merits of adtisements. A psychological and Statistical Study (New York, Science Press, 1911) fu recensito da Ferrari nella «Rivista di psicologia», 1912, n. VIII, pp. 374-376.
[2] Si tratta del V Congresso internazionale di psicologia tenutosi a Roma dal 26 al 30 aprile 1905 sotto la presidenza di Giuseppe Sergi, che ebbe una vasta risonanza internazionale. Ferrari dedicò due articoli al congresso, uno nella «Rivista sperimentale di freniatria» e uno nella sua nuova «Rivista di psicologia».
[3] La traduzione è pubblicata in M. Quaranta, Lettere di William James a Giulio Cesare Ferrari, «Bollettino del Centro internazionale di Storia dello spazio e del tempo», n. 2, febbraio 1984, pp. 103-121, in particolare p. 117.
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