Minuta di lettera di Giulio Cesare Ferrari a Eugenio Medea

Bologna, addì 7 Luglio 1924

Caro Medea,
Delegato dall'Università agli esami di Stato nel Liceo Galvani, non potrò essere Giovedì alla riunione per l'igiene mentale indetta costì. Del resto verrei soltanto per vedere e imparare che cosa si può fare.
È mia ferma convinzione che in Italia l'idea magnifica dell'Igiene Mentale non possa procedere che a questo modo: agendo i singoli gruppi regionali verso un fine unico generale, ma seguendo le particolari suggestioni (direbbe un inglese) dell'ambiente, della regione.
Ti unisco il resoconto che ho pubblicato nella mia Rivista di Psicologia dello sviluppo storico dell'idea qui da noi, nel quale è preveduta una riunione ad ottobre del Comitato Nazionale per esporre ciò che i singoli si propongono di fare nei mesi prossimi. Ho molto piacere che tu possa portare qualche cosa di più. È ben degno di Milano e di te.
È curioso e mi ha colpito come l'idea sia accettata con entusiasmo anche da dei rappresentanti che avevano fama di scettici a tutta prova. O è il diavolo che si fa eremita, o è l'idea che è buona ed attraente e generatrice feconda di opere! Spero che sia quest'ultimo caso.
E mi rallegro vivissimamente coi Colleghi di Milano e ti prego di dirlo loro a mio nome. Come ti prego di mandarmi subito una relazione di ciò che avrete deliberato. Io la pubblicherò in sunto, la "Voce sanitaria", e del Tumiati [1] la pubblicherò per esteso.
Sembra che il Congresso di New York verrà rimandato all'anno prossimo (1925) perché non hanno messo insieme a questo fine che 500 mila dollari.
Con i più vivi rallegramenti e con le mie scuse per l'involontaria assenza, abbiti i cordialissimi saluti
dal tuo aff.mo
[G.C. Ferrari]

[1] Corrado Tumiati (1885-1967), psichiatra e letterato ferrarese. Il periodico «La Voce Sanitaria», da lui fondato nel 1920, divenne poi l'organo ufficiale dell'Associazione dei medici dei manicomi pubblici italiani e dal 1926 uscì con il titolo di «Igiene Mentale».
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