Archivio Arnaldo Pieraccini

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Soggetto produttore

Inventario a cura di Maria Cristina Brunati

L’archivio personale di Arnaldo Pieraccini è stato donato nell’agosto 2014 al Centro Aspi – Archivio storico della psicologia italiana (Università di Milano-bicocca) dalla nipote Pasqualina (Nina) Pieraccini, che lo conservava nella casa di Pianoro (Bologna).
Si tratta di 35 faldoni contenenti corrispondenza, casi clinici, scritti e carte familiari. L’archivio è pervenuto in completo disordine e privo di strumenti di corredo. Tra la fine del 2015 e l’aprile 2016 l’Aspi ha realizzato, grazie al contributo della Direzione Generale Archivi del MIBACT, un primo intervento di riordino, inventariazione sommaria e condizionamento dei materiali. Successivamente, nel corso del 2018-19, è stata realizzata l’inventariazione analitica, in particolare del corposo carteggio.
L’archivio, costituito complessivamente da 485 unità archivistiche (fascicoli), è organizzato nelle seguenti serie, a loro volta suddivise in sottoserie:
1. Carteggio;
2. Documenti relativi alla carriera;
3. Carte personali;
4. Contabilità;
5. Scritti;
6. Ricerche e recensioni bibliografiche;
7. Casi clinici;
8. Carte familiari;
9. Necrologie;
10. Stralci e articoli di giornali;
11. Miscellanea.
Per quanto riguarda la corrispondenza scientifica di Pieraccini, si segnalano i carteggi con diversi psichiatri, tra cui Paolo Amaldi, Gianditimo Angelucci, Marino Benvenuti, Clodomiro Bonfigli, Antonio D’Ormea, Giulio Cesare Ferrari, Adamo Mario Fiamberti, Gaetano e Furio Martini, Eugenio Medea, Carlo Nenci, Giuseppe Seppilli, Ruggero Tambroni, Corrado Tumiati e Mario Zalla.
Particolarmente nutrita risulta inoltre la corrispondenza familiare di Arnaldo Pieraccini con il fratello Gaetano e i figli Carlo, Piero e Ottaviano. Si tratta di lettere che non hanno carattere esclusivamente privato, poiché diversi membri della famiglia, come il fratello Gaetano e i figli Carlo e Piero, esercitarono a loro volta la professione medica. Gli scambi epistolari contengono pertanto notizie di carattere professionale, richieste di pareri e consulti, nonché testimonianze di relazioni articolate con numerosi esponenti di spicco della comunità scientifica italiana nella prima metà del Novecento. Non solo, grazie al matrimonio della sorella Leonetta, pittrice, con Emilio Cecchi, la famiglia Pieraccini entrò in contatto con uno dei più apprezzati critici letterari e d’arte del tempo, dando luogo anche in questo caso a un’interessantissima e inedita corrispondenza.
L’altro nucleo documentario particolarmente rilevante è quello dei casi clinici. Si tratta del repertorio delle visite, prevalentemente private, effettuate da Pieraccini nel corso di tutta la sua carriera e da lui organizzate e numerate progressivamente. Questo materiale tuttavia non è per il momento consultabile in quanto soggetto alla normativa sulla privacy.
Tra gli scritti dello psichiatra si segnalano infine le bozze di diverse voci dell’Enciclopedia Hoepli da lui curate, nonché alcune pagine dattiloscritte del Manuale di neurologia edito da Hoepli nel 1955 con la prefazione di Eugenio Medea, e le fotografie utilizzate per realizzarne il corredo iconografico.
Aggregato all’archivio vi è infine un piccolo fondo librario, catalogato dalla Biblioteca di Ateneo e consultabile tramite l’opac nei “Fondi speciali”.

23/01/2020

Estremi cronologici

1888 – 1970

Consistenza

35 faldoni
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