Luigi Baroncini

Imola, 7 Febbraio 1878 – Imola, 10 Febbraio 1939

Biografia

Neanche un mese dopo la laurea in medicina, conseguita a Bologna il 7 luglio 1901, Luigi Baroncini fu chiamato dal direttore Raffaele Brugia come medico assistente dissettore nel Manicomio provinciale di Bologna in Imola, dove di fatto lavorò poi quasi tutta la vita.
Nel 1905 si recò per un periodo di studio a Monaco, dove frequentò come allievo la Clinica delle malattie mentali di Emil Kraepelin e il laboratorio di istologia di Alois Alzheimer.
In quegli stessi anni iniziò a coltivare uno spiccato interesse per la psicoanalisi, di cui fu uno dei primi divulgatori in Italia: nel 1908 pubblicò sulla Rivista di psicologia di Giulio Cesare Ferrari il saggio dal titolo Il fondamento e il meccanesmo [sic] della psico-analisi, apprezzato da Freud, e la traduzione di un articolo di Carl Gustav Jung sulla psicologia criminale; seguirono, fra il 1910 e il 1913, alcune recensioni di libri dello stesso Jung, di Ernst Jones, di Paul Meunier e René Masselon.
A partire dal 1910 partecipò alla realizzazione di un Istituto medico pedagogico (chiamato anche Colonia neuropsichiatrica infantile o Colonia libera per deficienti gravi e giovani criminali) nella villa “I Palazzi” nella campagna imolese: un esperimento di trattamento neuropsichiatrico infantile in un luogo non manicomiale, promosso da Giulio Cesare Ferrari e durato solo due anni, fino al 1912. Nello stesso 1912 fu nominato medico primario del Manicomio di Imola, dove nel 1910 era già divenuto capo dei laboratori scientifici, affiancando il nuovo direttore Ferrari e dedicandosi prevalentemente a ricerche sperimentali e istopatologiche.
Dopo aver prestato servizio come capitano medico durante la prima guerra mondiale, ricoprendo dal febbraio 1916 all’agosto 1917 l’incarico di direzione del reparto psichiatrico del sesto corpo d’armata di Bologna, nel 1920 fondò e rimase presidente per circa vent’anni della Scuola professionale per infermieri di Imola.
Nel 1920-1921 ricoprì temporaneamente l’incarico di direttore dell’Ospedale [psichiatrico] Roncati di Bologna e nel 1921 ottenne la direzione interinale (poi divenuta effettiva nel 1924) del Manicomio provinciale di Imola (intitolato nel 1926 al fondatore Luigi Lolli), che mantenne fino alla morte. In qualità di direttore avviò diverse iniziative di ergoterapia dei disturbi mentali e istituì, sulla scorta di esempi stranieri, la Colonia autonoma di patronato, dove gruppi di degenti vivevano e lavoravano in consorzio, contribuendo a produrre il necessario per la loro vita quotidiana.
Presidente per vari anni dell’Associazione nazionale dei medici dei manicomi pubblici italiani, fu incaricato della compilazione del nuovo progetto di legge “Sui manicomi e sugli alienati”, che tuttavia non andò in porto.

Marina Manotta e Chiara Sabbatani
23/09/2010 (aggiornamento 30/05/2019)

Bibliografia

AA.VV. (1949). In memoria del dott. Luigi Baroncini: Imola, 19 giugno 1949, a cura del Comitato esecutivo per le onoranze e col contributo delle sorelle Baroncini, della Cassa di risparmio, della Congregazione di carità e del personale dell’Ospedale psichiatrico Luigi Lolli. Imola: s.n.
Anonimo (1939). La morte del Dott. Luigi Baroncini, illustre figura di psichiatra. L’avvenire sanitario, 30 luglio 1939.
Baroncini, L. (1908). Il fondamento e il meccanesimo della psicoanalisi. Bologna: Stabilimento poligrafico emiliano. Estr. da Rivista di psicologia applicata, 3.
David, M. (1966). La psicoanalisi nella cultura italiana. Torino: Boringhieri.
Ravanelli, P. (1964). Luigi Baroncini. L’uomo e l’opera. Prefazione di Silvio Alvisi. Imola: Tip. P. Galeati.

Fonte iconografica

AA.VV. (1949). In memoria del dott. Luigi Baroncini: Imola, 19 giugno 1949, a cura del Comitato esecutivo per le onoranze e col contributo delle sorelle Baroncini, della Cassa di risparmio, della Congregazione di carità e del personale dell’Ospedale psichiatrico Luigi Lolli. Imola: s.n.
back to top