Manfredo Massironi

Padova, 8 Giugno 1937 – Padova, 30 Novembre 2011

Biografia

Cresciuto in una famiglia della piccola borghesia padovana (era figlio di un poliziotto, Silvio Massironi, e di una maestra, Lina Laghi), dopo essersi diplomato nel 1957 al Liceo artistico di Venezia insegnò per vari anni nelle scuole medie.
Nel 1959 fondò a Padova, insieme ad altri otto artisti fortemente critici nei confronti dell’accademismo locale, l’associazione “Ennea”, che l’anno successivo si trasformò in “Gruppo N”, riducendo i propri membri a cinque: oltre a Massironi, Alberto Biasi, Ennio Chiggio, Toni Costa ed Edoardo Landi. Nel testo programmatico redatto nel 1961, questi artisti si dichiaravano “disegnatori sperimentali” e liberi, interessati alla ricerca di una nuova definizione dell’arte che comprendesse pittura, scultura, architettura e prodotto industriale.
Nel 1960 Massironi partecipò a una mostra del Gruppo N a Padova dal titolo provocatorio “Nessuno è invitato a intervenire”, esponendo l’anno dopo allo Studio N l’opera Struttura dinamica, una composizione di specchi che opportunamente mossi potevano riflettere in vari modi le luci. Nel 1962 partecipò inoltre alla mostra “Arte programmata”, organizzata da Bruno Munari nello showroom milanese della Olivetti e presentata poi in Europa e negli Stati Uniti. Nel 1964 il Gruppo N espose infine alla Biennale di Venezia, sciogliendosi tuttavia al termine della mostra non avendo ottenuto il premio di pittura.
Nel 1965 Massironi sposatosi nel frattempo con Franca Sartorati fondò con Biasi e Landi il nuovo “Gruppo Enne 65”, volgendo il proprio interesse alla Op Art e all’arte ambientale e creando, attraverso il movimento e la luce artificiale, opere che coinvolgevano lo spettatore in esperienze visive e sensoriali. Nel 1967 si ritirò dalla scena artistica, pur continuando a realizzare alcuni lavori e un ciclo di collage.
Intorno al 1962 aveva cominciato a interessarsi di psicologia della percezione visiva, effettuando letture, osservazioni e applicazioni in ambito estetico. Gli interessi psicologico-sperimentali si erano approfonditi nel 1964, quando, entrato in contatto e in collaborazione con lo psicologo Paolo Bonaiuto dell’Istituto di psicologia dell’Università di Bologna, aveva potuto sviluppare ricerche sistematiche sul tema della causalità fenomenica e successivamente su altri problemi di psicologia della visione. Lo stesso Bonaiuto gli affidò nell’anno accademico 1969-1970 un seminario di Psicologia della visione per gli studenti del corso di laurea in pedagogia dell’Università di Bologna, coinvolgendolo poi continuativamente dal 1971 al 1978 nelle esercitazioni pratiche di Psicologia, anche all’Università di Roma. Dal 1969 al 1978 Massironi insegnò inoltre “Tecnica grafica e comunicazioni visuali” nel corso di Grafica pubblicitaria presso l’Istituto professionale “E.U. Ruzzi” di Padova.
Laureatosi nel 1971 all’Istituto superiore di architettura di Venezia, con una tesi di carattere sperimentale e di argomento psicologico dal titolo Problemi di percezione dello spazio. Rapporti fra psicologia della percezione e architettura, fu professore a contratto di Psicologia all’Università di Bologna nel 1975, di Teoria della percezione e psicologia della forma all’Accademia di Belle arti di Venezia nel 1977, di Psicologia generale all’Università di Roma dal 1978 al 1985 e di Psicologia della percezione all’Istituto superiore per le industrie artistiche di Roma dal 1981, ottenendo poi nel 1986 la nomina a professore associato di Psicologia sperimentale all’Università di Verona, dove nel 1990 passò a Psicologia generale.
Quando nel 1978 gli fu assegnato l’insegnamento di Psicologia generale all’Università di Roma, poté sviluppare la propria attività scientifica, con Bonaiuto, occupandosi, in ambito storico, dei fenomeni e delle teorie della visione prospettica, raccogliendo annotazioni e appunti sui rapporti tra la psicologia cognitiva e le arti visive, svolgendo ricerche sperimentali sulla percezione visiva sia della rappresentazione grafica e fotografica, sia di oggetti concreti in movimento (angoli rotanti).
Nel 1993 vinse il Premio “Gian Franco Minguzzi”, ex aequo con Luciano Mecacci, per l’originalità dei suoi contributi in psicologia, in particolare per la scoperta della “piegatura fenomenica”, un evento percettivo che non era mai stato descritto e studiato prima, per la spiegazione di tipo cognitivo del fenomeno delle anamorfosi e per i lavori tesi a investigare il rapporto tra percezione e linguaggio (in particolare l’effetto dei fattori di organizzazione formale e di fenomeni come il “completamento amodale” sulla descrizione linguistica di stimoli visivi).
Complessivamente, le sue pubblicazioni hanno toccato, oltre a quelli già indicati, temi quali l’espressività e la causalità fenomenica; la rappresentazione grafica e la comunicazione per immagini come problema cognitivo; la percezione della profondità, costanze percettive, il ruolo degli invarianti percettivi; arte e psicologia, psicologia dell’arte, con particolare riferimento alle arti visive; aspetti storici e metodologici della ricerca psicologica; problemi percettivi dell’eminegligenza spaziale unilaterale; le immagini mentali e le relazioni fra percezione e memoria; relazioni fra percezione e linguaggio.
Tra i numerosi studiosi con i quali collaborò, a livello nazionale e internazionale, figurano James E. Cutting, Jan B. Deregowski, Gaetano Kanizsa, D.M. Parker e Michael Kubovy, del quale era anche buon amico.

Paola Zocchi
27/07/2017

Bibliografia

Bianchi, I., & Savardi, U. (eds.) (2007). Manfredo Massironi: Ricerca visiva e arte, arte e ricerca visiva. Milano: Ambrosio. 
Sandonà, A. (2008). Manfredo Massironi ed il suo percorso tra arte e teoria. In E.L. Chiggio, C. Chiggio, A. Ziche (a cura di), Massironi. La dinamica dell’oggetto visivo. Catalogo della mostra di Padova (20 dicembre 2008 8 marzo 2009) (pp. 8-15). Torino: Umberto Allemandi & C.
Savardi, U. (2012). Remembering Manfredo Massironi (1937-2011). Gestalt Theory, 34(1), 11-14.

Opere

(1982). Vedere con il disegno. Aspetti tecnici, cognitivi, comunicativi. Padova: Muzzio.
(1989). Comunicare per immagini. Introduzione alla geometria delle apparenze. Bologna: il Mulino.
(1998). Fenomenologia della percezione visiva. Bologna: il Mulino.
(2000). L’osteria dei dadi truccati. Arte, psicologia e dintorni. Bologna: il Mulino.

Fonti archivistiche

Archivio privato Massironi, Padova: Curriculum vitae e documenti relativi alla carriera; dichiarazione del prof. Paolo Bonaiuto (Roma, 30 settembre 1983); Relazione finale del Premio “Gian Franco Minguzzi” (23 ottobre 1993).
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