Elda Mazzocchi Scarzella

Milano, 14 Dicembre 1904 – Milano, 6 Maggio 2005

Biografia

Pedagogista e operatrice sociale, ideò, fondò e diresse il “Villaggio della Madre e del Fanciullo”.
Proveniente da una famiglia dell’alta borghesia milanese, nel 1921 si sposò giovanissima con l’ingegnere Enzo Scarzella, da cui ebbe due figli, Isabella e Alberto. Trasferitasi subito dopo il matrimonio a Domusnovas (Carbonia-Iglesias), in Sardegna, in un clima di generale arretratezza e indigenza, si prodigò per migliorare le condizioni sociali della popolazione, specie delle donne e dei bambini appartenenti alle famiglie più povere. Nel 1923 realizzò la “Casa del bambino” per i figli dei minatori, organizzò una mensa materna aperta anche ai bimbi del paese e cinque anni più tardi diede vita ad una seconda Casa del bambino nel vicino comune di Musei.
Tornata a Milano nel 1934, durante le persecuzioni nazi-fasciste fornì assistenza clandestina agli ebrei e collaborò con diversi enti a favore dei bisognosi. Dal 25 aprile 1945, su incarico del Comitato di liberazione del nord Italia, organizzò la prima opera di soccorso ai reduci tedeschi presso la Stazione centrale.
Il 12 ottobre dello stesso anno, aiutata dal sindaco di Milano Antonio Greppi, inaugurò nei giardini di Palazzo Sormani il primo nucleo di quello che sarebbe poi diventato il “Villaggio della madre e del fanciullo”, composto da sei casette per donne e mamme in difficoltà. Tale ente nacque proprio dall’esigenza di fornire assistenza alle reduci tedesche, gestanti e madri, senza distinzione di stato civile, religione o razza.
Nel 1946, insieme all’avvocato Edoardo Majno, fondò l’Ente ausiliario del Tribunale per i minorenni e l’anno seguente, in accordo con le scuole di servizio sociale, istituì e diresse il primo tirocinio pratico-teorico presso l’Osservatorio del Villaggio e presso l’Ente stesso, al quale fece seguito il primo tirocinio pratico-teorico per assistenti giudiziari, della durata di tre anni.
Nel 1951 diede vita ad un settore di attività medico-sociale presso il Reparto neurodeliri dell’Ospedale Niguarda e subito dopo aprì un laboratorio di modellistica per i ragazzi dell’Ente ausiliario e un club ricreativo per i minori in affido.
Su richiesta dell’Istituto provinciale per l’infanzia di Trieste, nel 1953 organizzò, in collaborazione con l’educatrice e pedagogista britannica Elinor Goldschmied, la prima attività di gioco in un istituto d’infanzia che ospitava i bambini senza le madri; ripeté la stessa iniziativa anche presso i reparti pediatrici dell’Ospedale psichiatrico di Mombello e dell’Ospedale Niguarda, svolgendo una prima indagine sociale presso le famiglie dei bambini ricoverati.
Nel 1957 il Villaggio della madre e del fanciullo fu trasferito nella sua sede attuale, in un’area concessa dal Comune in Via Goya, nel quartiere QT8, all’interno di una moderna struttura progettata dal figlio di Elda, l’architetto Alberto Scarzella. La nuova e più ampia collocazione permise di ampliare l’attività del Villaggio anche al periodo prenatale, con l’introduzione di un percorso di psicoprofilassi al “parto in casa”, praticato all’interno della clinica ostetrica presente nella struttura. Negli stessi anni proseguirono i “corsi residenziali”, avviati già nel 1952, e l’attività di formazione degli operatori sociali; venne inoltre inaugurata una scuola artigianale aperta anche agli esterni.
Nel 1951 fu invitata dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti a effettuare un viaggio di studi di quattro mesi nell’ambito del programma “Leadership”; rappresentò inoltre il Comune di Milano nel Consiglio dell’Associazione nazionale Cesare Beccaria, fu consigliera del Consiglio delle donne italiane, proboviro del Comitato italiano di servizio sociale e consigliera della Sezione di Milano della Lega internazionale per i diritti dell’uomo.
Socia del Soroptimist club di Milano e del Centro per la riforma del diritto di famiglia, durante la sua attività ricevette numerosi premi e riconoscimenti, fra i quali il Diploma di primo grado al merito della redenzione sociale, conferitole dal Ministero di grazia e giustizia nel 1958 e, nove anni più tardi, la medaglia d’oro della Provincia di Milano.
Collaborò, tra gli altri, con lo psicoanalista Tommaso Senise, che per molti anni fu consulente del suo Villaggio.
 
Dario De Santis
22/12/2016

Bibliografia

Mazzocchi Scarzella, E. (1985). Liberazione a Milano dal 25 aprile 1945 all’arrivo dei primi reduci al villaggio della madre e del fanciullo. Milano: Giessea.
Mazzocchi Scarzella, E. (1998). Percorso d’amore. Firenze: Giunti.
Villaggio della madre e del fanciullo (1960). Lasciatemi giocare. Milano: Rizzoli.

Opere

(1950). Cinque anni di vita del Villaggio della madre e del fanciullo. Milano: Pirola.
(1950). Pedagogia sociale applicata: lezioni del corso di didattica gennaio-maggio 1950, organizzato dal Centro pedagogico milanese. Milano: Marzorati.
(1985). Liberazione a Milano dal 25 aprile 1945 all’arrivo dei primi reduci al villaggio della madre e del fanciullo. Milano: Giessea.
 

Fonte iconografica

Collezione privata.
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