Suggestimetro rotatorio di Binet

Nome originale: appareil à roues / appareil pour la mesure de la suggestibilité
Dimensioni: 65 x 35 x 29
Materiale: lega metallica, legno, acciaio
Accessori: cartoncini stimolo, penne scriventi
Annessi: cilindro rotante
Inventore: Alfred Binet
Luogo e data dell'invenzione: Paris, 1900
Storia dell'invenzione: lo strumento fu introdotto per la misura della registrazione indotta senza ipnosi. Inizialmente Binet aveva utilizzato una versione adattata dell'Electromagnetischer Schallhammer, messo a punto da Wilhelm Wundt per lo studio delle sensazioni auditive. Poiché, però, lo strumento non consentiva la registrazione grafica della suggestionabilità, Binet era ricorso all'Automatograph inventato da Joseph Jastrow per analizzare l'esecuzione dei movimenti effettuati dal soggetto sotto suggestione. Anche questo strumento, chiamato da Binet Planchette spirite, presentava un limite: non era in grado di registrare separatamente i movimenti spontanei e quelli indotti. Ma Binet giudicava imprecisa pure la registrazione grafica realizzata manualmente dai pazienti isterici durante le prove sulla suggestione motoria condotte presso la Salpêtrière in collaborazione con Charles Féré. Come egli scriveva, "si prendeva un dito insensibile di un'isterica, glielo si piegava molte volte di seguito dietro uno schermo il soggetto non poteva vedere la propria mano e il dito, abbandonato a se stesso, ripeteva il movimento di flessione" registrando i propri movimenti con una matita.
Costruttore: M. Korsten
Ditta costruttrice: Korsten
Luogo e data della costruzione: Paris (F), rue Le Brun, 1900
Ditta italiana di distribuzione: Ditta Palermo
Luogo e data della distribuzione: Roma (I), via S. Maria Ausiliatrice 63, anni Quaranta del Novecento
Provenienza: Istituto di psicologia dell'Università di Bari
Collocazione: Laboratorio di storia della psicologia applicata "A. Marzi" Università di Bari
Descrizione: lo strumento è sorretto da un telaio a cui sono fissate due pulegge di trasmissione collegate da una cinghia e comandate da due manovelle, una delle quali resta libera sul proprio asse, giacché, come spiegava Binet, "la ruota induttrice determina il movimento della ruota indotta, ma non è a sua volta determinata; questa condizione è infatti necessaria per l'interpretazione dei tracciati; perché, se così non fosse, se la ruota induttrice ricevesse trasmissione del movimento dalla ruota indotta, il tracciato della ruota induttrice non indicherebbe esattamente tutto il movimento dello sperimentatore". Le manovelle possono essere rese dipendenti o indipendenti nel movimento per mezzo di un freno. Le pulegge sono fornite di due piccole bielle che permettono il movimento rettilineo di andata e ritorno di due carrelli provvisti di penne scriventi.
Scopo: prova di suggestione motoria
Test: nella prima parte della prova l'esaminando, dopo aver guardato la mano dell'esaminatore, cerca di riprodurne il più fedelmente possibile i movimenti eseguiti. Uno schermo posto tra il suggestimetro e il cilindro rotante impedisce all'esaminando di vedere il tracciato registrato sul nastro. Nella seconda parte della prova l'esaminando viene autorizzato a girare la manovella liberamente, a condizione che continui a guardare la mano dell'esaminatore.
Contesto d'applicazione: adolescenti e adulti

Luigi Traetta

Bibliografia

Binet, A. (1900). Un nouvel appareil pour la mesure de la suggestibilité. L'Année psychologique, 7, 524-536.
Sinatra, M. (Ed.) (1997). L'uomo giusto al posto giusto (p. 83). Bari: Laterza.
Traetta, L. (2003). Misurare la suggestione: il suggestimetro rotatorio. In M. Di Giandomenico (Ed.),I laboratori di psicologia tra passato e futuro (pp. 393-417). Lecce: Pensa MultiMedia.
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