Alberto Madeddu

Ferrara, 22 Gennaio 1925 – Bergamo, 9 Settembre 1996

Biografia

Alberto Madeddu nasce il 22 gennaio 1925 a Ferrara, dove frequenta le scuole di avviamento professionale e ottiene poi l’ammissione al liceo scientifico. Trasferitosi a Milano nel 1939, per un paio d’anni lavora presso l’Officina Juncker, frequentando contemporaneamente il liceo scientifico Vittorio Veneto. Sono gli anni della guerra, il liceo viene gravemente danneggiato dai bombardamenti del marzo 1943 e al termine del conflitto Madeddu viene sfollato in provincia di Bergamo.
Ritornato a Milano, si iscrive alla Facoltà di medicina e chirurgia, dove si laurea nel marzo 1953, anno in cui supera anche l’esame di Igiene pratica per ufficiali sanitari. Prende servizio volontario al Reparto neurodeliri dell’Ospedale Maggiore (Niguarda) e all’Ospedale psichiatrico provinciale Paolo Pini di Affori, iniziando così la formazione teorico-pratica nel campo della psichiatria.
Nel 1954 viene assunto come medico-praticante all’Ospedale psichiatrico di Milano in Mombello e assegnato a due reparti maschili in cui le diagnosi sui pazienti – scrive in un curriculum – sono prevalentemente di “alcolismo cronico” e “personalità psicopatica”. Le sue ricerche si orientano così verso la terapia delle varie manifestazioni dell’alcolismo cronico, sia negli aspetti somatici che psichici, e delle forme di sociopatia, come dimostrato dalle pubblicazioni di quegli anni. Nel manicomio organizza un programma di attività ergoterapica che coinvolge circa 300 ricoverati, al quale affianca un piano di ludoterapia in accordo con l’allora direttore Riccardo Bozzi. Contemporaneamente, lavora presso i dispensari di zona del Servizio di igiene e profilassi mentale della città, aprendone uno – con servizio serale bisettimanale – presso il dormitorio pubblico di Viale Ortles, dove approdano molti pazienti psichiatrici dimessi da Mombello.
Dal 1959 insegna ergoterapia alle allieve del Corso di specializzazione in assistenza psichiatrica presso la Scuola per assistenti sanitarie visitatrici della Croce Rossa di Milano, diretta da Eugenio Medea, e nello stesso anno entra a far parte della Commissione di studi per gli stupefacenti e l’alcolismo del Centro nazionale di prevenzione e difesa sociale. Consegue la specializzazione in malattie nervose e mentali all’Università di Modena nel 1962 e quattro anni più tardi la libera docenza in psichiatria. Presso l’Ateneo milanese tiene corsi liberi come “Aspetti generali e aspetti psicopatologici dell’alcolismo”, “Aspetti psichiatrici delle tossicomanie antiche e moderne”, “Validità e limiti delle tecniche di gruppo nelle derivazioni istituzionali”.
A proposito di quest’ultima tematica, negli stessi anni Madeddu fonda, insieme a Enzo Spaltro e altri, la Società italiana di psicoterapia di gruppo. Nel 1969 apre, in via Francesco Sforza, il Centro studi tossicomanie, con l’obiettivo di sensibilizzare e informare l’opinione pubblica sui vari aspetti delle tossicofilie e delle tossicomanie, attraverso corsi per medici e gruppi di genitori, dibattiti e incontri, mentre subito dopo – quasi come naturale “filiazione” del Centro studi – apre il Centro aiuto drogati (CAD) con sede nell’ambulatorio medico di via Tiepolo e successivamente in via Apollodoro, in una villetta del Comune di Milano (sostenitore anche finanziario del Centro). Qui un gruppo di medici, psicologi, assistenti sociali e altri operatori fornisce risposte medico-farmacologiche, psicologiche, sociali e anche giuridiche alle richieste dei tanti tossicodipendenti che si rivolgono alla struttura.
Contemporaneamente Madeddu continua come vicedirettore l’attività ospedaliera a Mombello. Qui, il 22 aprile 1974, ospita un concerto jazz di Ornette Coleman e della sua orchestra: in un’intervista a La Stampa afferma infatti che “la musica è il mezzo migliore per infrangere il silenzio” in un luogo – il manicomio appunto – la cui caratteristica principale è ancora l’isolamento. Nel 1983 viene nominato direttore ed è chiamato a gestire il progressivo smantellamento del manicomio, dovuto all’entrata in vigore della legge 180, di cui sottolineerà difetti e manchevolezze.
Nell’acceso dibattito di quegli anni, egli si schiera contro la liberalizzazione di ogni tipo di droga, anche quelle leggere, preparatorie – a suo dire – “alla introduzione sul mercato di droghe ben più pericolose e costose”. Nel luglio 1981 è tra i fondatori della Lega nazionale antidroga (Lenad).
Nel 1988 riceve l’Ambrogino d’oro per il suo lungo impegno nella cura dei tossicodipendenti.

Elisa Montanari
06/05/2015

Opere

(1965) (con A. Della Beffa). Terapia delle tossicomanie. Le intossicazioni voluttuarie nella società italiana. Centro di prevenzione e difesa sociale, Milano: Giuffrè.
(1967). Alcolismo e vecchiaia: incidenza della patologia mentale. Alcune considerazioni clinico-statistiche. Giornale di Gerontologia, n. 1.
(1967). Alcolismo e religioni. Alcuni aspetti e possibili indirizzi di una ricerca. Rivista Fatebenefratelli, n. 3.
(1967). Tossicomanie antiche e moderne. Rivista Fatebenefratelli, n. 10.
(1968) (con G. Malagoli e F. Righi). Aspetti teorici e pratici della socioterapia psichiatrica nell’ambito istituzionale. Rivista Fatebenefratelli, n. 4.
(1970) (con G. Malagoli). Drug dependence in Italy: some statistical clinical and social observations. Bull. on Narcotics, ONU-Génève, vol. XXII, 4.
(1971). Considerazioni clinico-terapeutiche in tema di tossicomania. Lezioni sulla droga. Comune di Milano, Assessorato igiene e sanità.
(1974) (a cura di). Droga e società italiana. Indagine del Centro nazionale di prevenzione e difesa sociale e dell’Amministrazione provinciale di Milano. Milano: Giuffrè.
(1983) (a cura di). Tossicofilie e tossicodipendenze: vari aspetti e primi risultati di una ricerca preliminare all'intervento informativo e preventivo sul territorio (zona 11 del Comune di Milano e Comune di Limbiate). Milano: CAD Centro aiuto drogati.
(1988) Contro aids e droga: guida pratica per le famiglie. Comune di Milano.

Fonti archivistiche

Aspi Archivio storico della psicologia italiana, Università di Milano-Bicocca, Archivio Alberto Madeddu.

Fonte iconografica

Aspi Archivio storico della psicologia italiana, Università di Milano-Bicocca, Archivio Alberto Madeddu.
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