Giovanni Battista Pellizzi

Reggio Emilia, 25 Maggio 1865 – Pisa, 5 Novembre 1950

Biografia

Fin dagli studi universitari alla Facoltà di medicina dell'Università di Bologna, con maestri quali Augusto Murri e Pietro Albertoni, dimostrò grande attitudine per le scienze biologiche e appena laureato entrò come praticante all'Ospedale psichiatrico di Reggio Emilia, allora diretto da Augusto Tamburini.
Dopo quattro anni di studio e di esperienza clinica e istologica trascorsi a Reggio, fu assunto come medico ordinario presso il Manicomio di Torino, ottenendo poi nel 1895 la libera docenza in Clinica psichiatrica. Nel 1898 passò come medico settore e direttore al Laboratorio anatomo-patologico del Manicomio di Collegno, dove sostituì Vitige Tirelli (con il quale aveva collaborato per alcuni studi sulla pellagra) e fu assistente di Cesare Lombroso.
In questi primi anni pubblicò diversi lavori originali sulla fisiopatologia del sistema nervoso e in particolare sugli effetti delle lesioni cerebellari e spinali, senza tuttavia trascurare gli studi di carattere clinico e istologico. Nel campo istologico, ad esempio, apportò alcune modifiche ai metodi di Camillo Golgi per lo studio della guaina midollare delle fibre nervose periferiche.
Nel 1900 fu poi incaricato dell'insegnamento di Clinica psichiatrica all'Università di Sassari, ottenendo due anni dopo la libera docenza in Clinica delle malattie nervose e mentali. Nel 1904 vinse il concorso a direttore del Manicomio di Sassari, dove rimase per alcuni anni riorganizzandone completamente i servizi.
Tra il 1899 e il 1905 diede alle stampe un complesso di lavori clinici e anatomo-patologici fondamentali sull'idiozia, che ebbero grande risonanza e gli consentirono di vincere nel 1906 il concorso alla Clinica di malattie nervose e mentali dell'Università di Pisa. Qui fu direttore ma anche rettore e preside della Facoltà medica fino al 1935, anno in cui ottenne il pensionamento e la qualifica di professore emerito.
Conosciuto e ben inserito nella comunità scientifica del tempo, sposò in prime nozze la sorella dello psichiatra e psicologo Giulio Cesare Ferrari, Giannina, e in seconde nozze la nipote dello stesso Ferrari, Amelia Sarteschi, sorella dello psichiatra Umberto.
La fama di Pellizzi rimane oggi legata soprattutto alla "macrogenitosomia precoce", forma di pubertà precoce detta appunto sindrome di Pellizzi, da lui descritta per la prima volta e attribuita a un'alterata funzione della ghiandola pineale. Tra i suoi lavori si ricordano anche gli studi sull'oteomatoma dei pazzi, sull'eziologia della pellagra, sulla siringomielia, sull'infantilismo, sull'anatomia e la fisiologia dei plessi corioidei.

Sara Adamo
19/09/2011

Bibliografia

Benvenuti, M. (1950). G.B. Pellizzi, in Rivista Sperimentale di Freniatria, 64(4), 3-12.
Vitige Tirelli e il Laboratorio neuropatologico del Regio Manicomio di Collegno Giovan Battista Pellizzi
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