
Ugo Savardi
Edolo, Brescia, 23 Aprile 1953 - Verona, 28 Dicembre 2020
Laureatosi in Psicologia, indirizzo sperimentale, all’Università di Padova nel 1971, ricopre il ruolo di ricercatore presso il Dipartimento di Psicologia generale dello stesso ateneo dal 1984 al 1992, anno in cui passa all’Università di Verona. Qui diviene professore associato nel 2001 e professore ordinario nel 2006, presso l’Istituto (poi Dipartimento) di Psicologia. All’interno dell’ateneo veronese ricopre diversi ruoli istituzionali e si spende per l’ideazione di un corso di laurea in Psicologia.
Nei primi anni della sua formazione e professione accademica, l’interesse per la percezione lo conduce a perlustrare approcci epistemologici e metodologici diversi, come attestano i temi delle sue pubblicazioni: si interessa di aspetti psicofisiologici della percezione, di apprendimento osservativo animale, di psicofisica.
Pur mantenendo un’attitudine aperta a diverse tematiche e direzioni della psicologia (ad esempio, è coordinatore scientifico del progetto Ev-K2-CNR che porta alla progettazione e realizzazione di un laboratorio in alta quota sul versante nepalese dell’Himalaya, interessandosi in quel contesto di studio di performance umane in alta quota), dai primi anni Novanta le sue ricerche e il suo approccio si concentrano sulla fenomenologia sperimentale della percezione.
Approccio nato nella tradizione della Teoria della Gestalt, nelle sue declinazioni di Graz e Berlino, la fenomenologia sperimentale si sviluppa in Italia in forme autonome e originali grazie alla spinta di grandi maestri attivi presso le Università di Padova e Trieste (Fabio Metelli, Gaetano Kanizsa, Paolo Bozzi, Giovanni Bruno Vicario, Mario Zanforlin), che Ugo Savardi frequenta, diventando a sua volta raffinato curatore di iniziative che contribuiscono a preservare, da un lato, e sviluppare, dall’altro, questo approccio sia nell’accademia italiana che nella ricerca internazionale.
Rispetto all’accademia italiana, il suo contributo prende forma nella sistematica proposta di iniziative (convegni, cicli di conferenze, progetti di digitalizzazione delle pubblicazioni dei maestri), gestite anche in collaborazione con il collega e amico Manfredo Massironi, docente presso lo stesso ateneo veronese, e attraverso l’assidua frequentazione dell’amico e maestro Paolo Bozzi. Questi incontri, aperti ad accademici di altri atenei e soprattutto a giovani studenti e dottorandi provenienti da varie università italiane, contribuiscono a tenere viva nell’accademia italiana una rete di contatti, ma anche di letture e discussioni su aspetti teorici e di ricerca legati alla fenomenologia sperimentale. A questi gruppi di lettura e lavoro partecipa spesso anche lo psicologo Michael Kubovy (attivo in America, presso la University of Virginia di Charlottesville), con il quale Savardi costruisce negli anni uno scambio intellettuale diretto e continuo.
Rispetto alla ricerca internazionale, il suo impegno a preservare e far crescere l’approccio fenomenologico-sperimentale si traduce nello sviluppo di un nuovo, ampio e sistematico progetto di ricerca sulla percezione delle relazioni (uguaglianza, somiglianza, diversità), e in particolare sulla percezione dei contrari, indagata nell’ambito della percezione dello spazio, dei gesti motori, della psicoacustica, dei processi di pensiero e di ragionamento, e del linguaggio. Capace di far dialogare la fenomenologia sperimentale della percezione con la linguistica cognitiva, questo progetto dà luogo a numerose pubblicazioni e a un’ampia rete di collaborazioni – di cui è traccia il centro di ricerca Experimental Phenomenology of Perception Lab (EPhP), nato nel 2000, che il suo gruppo di ricerca continua a coltivare anche dopo la sua scomparsa.
Se la fenomenologia della percezione rappresenta il faro del pensiero scientifico di Ugo Savardi, altro nucleo centrale e continuativo di interesse è per lui il rapporto tra percezione e arte. Della sua passione per questo tema sono testimoni gli studenti dei corsi di “Psicologia dell’arte” e di “Psicologia dell’arte e della letteratura” che tiene presso le Università di Padova (corso di laurea in Psicologia) e di Udine (corso di laurea in Conservazione dei beni culturali), nonché del corso di “Psicologia dell’arte e dei processi creativi” presso l’Università di Verona (corso di laurea in Scienze pedagogiche, in Scienze filosofiche, e mutuato nel biennio di Pittura dell’Accademia delle Belle Arti di Verona). Tra i suoi temi di ricerca specifici vi sono le anamorfosi e gli sfondamenti pittorici, arte e specchi, arte programmata e cinetica.
Ivana Bianchi
26/10/2026
Nei primi anni della sua formazione e professione accademica, l’interesse per la percezione lo conduce a perlustrare approcci epistemologici e metodologici diversi, come attestano i temi delle sue pubblicazioni: si interessa di aspetti psicofisiologici della percezione, di apprendimento osservativo animale, di psicofisica.
Pur mantenendo un’attitudine aperta a diverse tematiche e direzioni della psicologia (ad esempio, è coordinatore scientifico del progetto Ev-K2-CNR che porta alla progettazione e realizzazione di un laboratorio in alta quota sul versante nepalese dell’Himalaya, interessandosi in quel contesto di studio di performance umane in alta quota), dai primi anni Novanta le sue ricerche e il suo approccio si concentrano sulla fenomenologia sperimentale della percezione.
Approccio nato nella tradizione della Teoria della Gestalt, nelle sue declinazioni di Graz e Berlino, la fenomenologia sperimentale si sviluppa in Italia in forme autonome e originali grazie alla spinta di grandi maestri attivi presso le Università di Padova e Trieste (Fabio Metelli, Gaetano Kanizsa, Paolo Bozzi, Giovanni Bruno Vicario, Mario Zanforlin), che Ugo Savardi frequenta, diventando a sua volta raffinato curatore di iniziative che contribuiscono a preservare, da un lato, e sviluppare, dall’altro, questo approccio sia nell’accademia italiana che nella ricerca internazionale.
Rispetto all’accademia italiana, il suo contributo prende forma nella sistematica proposta di iniziative (convegni, cicli di conferenze, progetti di digitalizzazione delle pubblicazioni dei maestri), gestite anche in collaborazione con il collega e amico Manfredo Massironi, docente presso lo stesso ateneo veronese, e attraverso l’assidua frequentazione dell’amico e maestro Paolo Bozzi. Questi incontri, aperti ad accademici di altri atenei e soprattutto a giovani studenti e dottorandi provenienti da varie università italiane, contribuiscono a tenere viva nell’accademia italiana una rete di contatti, ma anche di letture e discussioni su aspetti teorici e di ricerca legati alla fenomenologia sperimentale. A questi gruppi di lettura e lavoro partecipa spesso anche lo psicologo Michael Kubovy (attivo in America, presso la University of Virginia di Charlottesville), con il quale Savardi costruisce negli anni uno scambio intellettuale diretto e continuo.
Rispetto alla ricerca internazionale, il suo impegno a preservare e far crescere l’approccio fenomenologico-sperimentale si traduce nello sviluppo di un nuovo, ampio e sistematico progetto di ricerca sulla percezione delle relazioni (uguaglianza, somiglianza, diversità), e in particolare sulla percezione dei contrari, indagata nell’ambito della percezione dello spazio, dei gesti motori, della psicoacustica, dei processi di pensiero e di ragionamento, e del linguaggio. Capace di far dialogare la fenomenologia sperimentale della percezione con la linguistica cognitiva, questo progetto dà luogo a numerose pubblicazioni e a un’ampia rete di collaborazioni – di cui è traccia il centro di ricerca Experimental Phenomenology of Perception Lab (EPhP), nato nel 2000, che il suo gruppo di ricerca continua a coltivare anche dopo la sua scomparsa.
Se la fenomenologia della percezione rappresenta il faro del pensiero scientifico di Ugo Savardi, altro nucleo centrale e continuativo di interesse è per lui il rapporto tra percezione e arte. Della sua passione per questo tema sono testimoni gli studenti dei corsi di “Psicologia dell’arte” e di “Psicologia dell’arte e della letteratura” che tiene presso le Università di Padova (corso di laurea in Psicologia) e di Udine (corso di laurea in Conservazione dei beni culturali), nonché del corso di “Psicologia dell’arte e dei processi creativi” presso l’Università di Verona (corso di laurea in Scienze pedagogiche, in Scienze filosofiche, e mutuato nel biennio di Pittura dell’Accademia delle Belle Arti di Verona). Tra i suoi temi di ricerca specifici vi sono le anamorfosi e gli sfondamenti pittorici, arte e specchi, arte programmata e cinetica.
Ivana Bianchi
26/10/2026
Fonti archivistiche
Archivio privato Ivana Bianchi, Verona.
Fonte iconografica
Archivio privato Ivana Bianchi, Verona.
Link esterni
[https://www.ephplab.com/]
Opere
L’elenco completo delle pubblicazioni di Savardi è disponibile al link: https://www.ephplab.com/savardi/
Selezione:
(1979) (con Sanavio E.). Obervational learning of a discriminative shuttlebox avoidance by rats. Psychological Reports, 44, 1151-1154.
(1980). (con Sanavio E.). Observational learning in Japanese quail. Behavioural Process, 5, 355-361.
(1991). (con Massironi M.). Why anamorphoses look as they do: an experimental study. Acta Psychologica, 76, 213-239.
(1991b). (con Massironi M.). The ceiling of the church of St. Ignatius and the perception of concave surface. Perception, 20, 771-787.
(1994) (con Massironi, M.). Incontri tra psicologia e arte. In A. Mazzucchi, G. Pesci, & D. Trento (a cura di), Cervello e pittura (pp. 41-53). Roma: F.lli Palombi.
(2003). (con Mazzocco A., a cura di). Figura e sfondo. Temi e variazioni per Paolo Bozzi. Padova: Cleup.
(2006). Sulle orme del Bozzi. Ricerche di psicologia (Numero speciale: Dove ci sta portando questa psicologia?), 3, 73-85.
(2008). A lezione di Massironi. In Massironi. La dinamica dell’oggetto visivo (pp. 30-32). Torino: Allemandi editore.
(2009) (Ed.). The perception and cognition of contraries. Milano: Mc-Graw Hill.
(2010). (con Bianchi, I., Bertamini, M.). Naive prediction of orientation and motion in mirrors. From what we see to what we expect reflections to do. Acta Psychologica, 134(1), 1-15.
(2011). L’amodale. In Ennio L. Chiggio, Ricerche 1957-2021. Dislocamenti amodali (pp. 16-20). Milano: Mondadori Electa.
(2011). (con Bianchi, I., Savardi, U., & Kubovy, M.). Dimensions and their poles: A metric and topological theory of opposites. Language and Cognitive Processes, 26(8), 1232-1265.
(2012). (con Kubovy, M., & Bianchi, I.). The Genesis of the Awarness of Illusions. In C. Calabi (ed.), Perceptual illusions. Philosophical and Psychological Essays (pp. 75-85). Houndmills, Basingstoke, Hampshire: Palgrave McMillan.
(2013). Aporie del realista: ingenuo o critico che sia. Fenomenologia sperimentale della percezione nell’esperienza del mondo. In P. Di Nicola, Mente, pensiero e azione nel realismo critico (pp. 38-74). Milano: FrancoAngeli.
(2013). (con Bianchi, I., Burro, R., Torquati, S.). The middle of the road: perceiving intermediates. Acta Psychologica, 144(1), 121-135.
(2014). (con Bianchi, I., Burro, R., Martelli, M.F.). Doing the opposite to what another person is doing. Acta Psychologica, 151, 117-133.
Selezione:
(1979) (con Sanavio E.). Obervational learning of a discriminative shuttlebox avoidance by rats. Psychological Reports, 44, 1151-1154.
(1980). (con Sanavio E.). Observational learning in Japanese quail. Behavioural Process, 5, 355-361.
(1991). (con Massironi M.). Why anamorphoses look as they do: an experimental study. Acta Psychologica, 76, 213-239.
(1991b). (con Massironi M.). The ceiling of the church of St. Ignatius and the perception of concave surface. Perception, 20, 771-787.
(1994) (con Massironi, M.). Incontri tra psicologia e arte. In A. Mazzucchi, G. Pesci, & D. Trento (a cura di), Cervello e pittura (pp. 41-53). Roma: F.lli Palombi.
(2003). (con Mazzocco A., a cura di). Figura e sfondo. Temi e variazioni per Paolo Bozzi. Padova: Cleup.
(2006). Sulle orme del Bozzi. Ricerche di psicologia (Numero speciale: Dove ci sta portando questa psicologia?), 3, 73-85.
(2008). A lezione di Massironi. In Massironi. La dinamica dell’oggetto visivo (pp. 30-32). Torino: Allemandi editore.
(2009) (Ed.). The perception and cognition of contraries. Milano: Mc-Graw Hill.
(2010). (con Bianchi, I., Bertamini, M.). Naive prediction of orientation and motion in mirrors. From what we see to what we expect reflections to do. Acta Psychologica, 134(1), 1-15.
(2011). L’amodale. In Ennio L. Chiggio, Ricerche 1957-2021. Dislocamenti amodali (pp. 16-20). Milano: Mondadori Electa.
(2011). (con Bianchi, I., Savardi, U., & Kubovy, M.). Dimensions and their poles: A metric and topological theory of opposites. Language and Cognitive Processes, 26(8), 1232-1265.
(2012). (con Kubovy, M., & Bianchi, I.). The Genesis of the Awarness of Illusions. In C. Calabi (ed.), Perceptual illusions. Philosophical and Psychological Essays (pp. 75-85). Houndmills, Basingstoke, Hampshire: Palgrave McMillan.
(2013). Aporie del realista: ingenuo o critico che sia. Fenomenologia sperimentale della percezione nell’esperienza del mondo. In P. Di Nicola, Mente, pensiero e azione nel realismo critico (pp. 38-74). Milano: FrancoAngeli.
(2013). (con Bianchi, I., Burro, R., Torquati, S.). The middle of the road: perceiving intermediates. Acta Psychologica, 144(1), 121-135.
(2014). (con Bianchi, I., Burro, R., Martelli, M.F.). Doing the opposite to what another person is doing. Acta Psychologica, 151, 117-133.