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Adriana Guareschi Cazzullo
Adriana Guareschi Cazzullo

Adriana Guareschi Cazzullo

Parma, 9 Settembre 1924 - Milano, 7 Marzo 2018

Figlia del geometra Ozia Enrico Guareschi e della maestra elementare Carolina Castagnetti, si trasferì presto con la famiglia a Seregno, in Brianza, dove il padre diresse l’Ufficio tecnico comunale.
Iscrittasi alla Facoltà di medicina e chirurgia dell’Università Statale di Milano, frequentò nel primo biennio l’Istituto di anatomia umana diretto da Angelo Cesare Bruni, e nel secondo triennio la Clinica delle malattie nervose e mentali di Giuseppe Carlo Riquier, con il quale si laureò nel 1949 e intraprese la specializzazione.
Nominata nel 1950 assistente volontaria della Clinica, passò nel 1951 al ruolo di assistente ospedaliero, con il compito di dirigere il laboratorio di ricerche cliniche e istopatologiche. Conseguì l’anno dopo il diploma di specialità con una tesi sperimentale e si trasferì nella Sezione di elettroencefalografia e neurofisiologia della Clinica stessa. Nel 1953 si recò a Marsiglia, alla scuola di Henri Gastaut, per seguire un corso di elettroencefalografia.
Nel 1956, sempre nella Clinica milanese, divenne assistente di ruolo con funzioni di caporeparto e già dal 1956-57 tenne lezioni di Semeiotica neurologica alla Scuola di perfezionamento in malattie nervose. Nel 1957 frequentò l’Ospedale psichiatrico di Mombello per studiare i moderni metodi di indagine e di terapia dei malati mentali, pubblicando la monografia Contributo allo studio delle oligofrenie dismetaboliche con particolare riguardo all’idiozia amaurotica tardiva, morbo di Kufs. Nel 1957 passò alla cattedra di Psichiatria diretta da Carlo Lorenzo Cazzullo (che poi sposò nel 1962) e fu nominata consulente neuropsichiatra della Clinica pediatrica di Ivo Nasso, dove si occupò di neuropsichiatria infantile.
Nel 1959, ottenuta l’abilitazione alla libera docenza in Clinica delle malattie nervose e mentali, aprì nella Clinica psichiatrica un ambulatorio per l’assistenza ai bambini dimessi e per la diagnosi e la terapia di quelli ambulatoriali.
In seguito all’istituzione dell'insegnamento di Neuropsichiatria infantile a Milano nell’ottobre 1962, divenne professore incaricato della materia per gli studenti di Medicina e chirurgia, Lettere e filosofia e della Scuola di specializzazione, con sede, dal 1968, nel nuovo e moderno padiglione di Affori, dotato di attrezzature innovative per la didattica, la ricerca e l’assistenza. Durante la sua direzione le funzioni dell’Istituto furono ampliate con nuove attività psicoterapiche, psicopedagogiche, fisioterapiche e riabilitative, nelle quali furono coinvolti genitori, operatori socio-sanitari e insegnanti. Il reparto, inoltre, fu abilitato a ospitare le madri dei piccoli pazienti, rendendo così possibili interventi sulla coppia madre-bambino e la formazione delle madri.
Ottenne poi nel 1972 la specializzazione in Neuropsichiatria infantile e nel 1975 l’ordinariato. Fu inoltre premiata al Festival della Croce Rossa tenutosi a Varna, in Bulgaria, per il miglior cortometraggio amatoriale su L’insufficienza mentale e le sue radici nell’infanzia, realizzato con i collaboratori dell’Istituto di neuropsichiatria infantile (1975).
Negli stessi anni svolse ricerche in ambiti ancora poco indagati, come l’immunogenetica dell’epilessia, la neuro-psicofisiologia dell’apprendimento e gli aspetti neurochimici e psicofarmacologici della depressione infantile, utilizzando nuove metodiche per l’età evolutiva.
L’integrazione tra aspetti neuro-dinamici e psicodinamici nell’interpretazione della patologia infantile, già impostata al VII Congresso della Società italiana di neuropsichiatria infantile (SINPI) del 1976, trovò un ulteriore e originale sviluppo nel libro Normalità, salute e malattia del bambino, scritto con Mario Bertolini e Giulia Geitlinger (1978).
Nella seconda metà degli anni ’70 fu consulente dell’Amministrazione provinciale di Bergamo e dell’Assessorato ai servizi sociali di Regione Lombardia.
In ambito internazionale, fece parte dal 1971 del Committee for the International Classification of Psychiatric Disorders in Childhood promosso dall’Organizzazione mondiale della sanità e del Comitato scientifico italiano del Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders.
Dal 1977 fu responsabile del gemellaggio con il Burden Institute di Bristol (dove trascorse un periodo di studio per l’impostazione di moderne tecniche di ricerca neurofisiologica) e dei rapporti di collaborazione con la Tavistock Clinic di Londra per la formazione psicoterapica degli specialisti.
Fu prima membro e poi presidente (dal 1980 al 1982) del Consiglio direttivo della SINPI e nel 1981 fondò il Giornale di neuropsichiatria dell’età evolutiva, organo ufficiale della Società, dirigendolo fino al 1996.
Dal 1986 fece parte – divenendone poi presidente – della Giunta esecutiva del Collegio dei docenti italiani di neuropsichiatria infantile e dal 1992 al 1999 fu rappresentante italiana all’Union europeenne des médicins spécialistes (UEMS). Fu socia corrispondente dell’Istituto lombardo Accademia di scienze e lettere e dal 1997 vicepresidente della Fondazione Legrenzi-Cazzullo onlus. Fece inoltre parte di molte organizzazioni internazionali, tra cui la World Psychiatric Association (WPA).
Nominata professore emerito nel 2000, continuò a svolgere attività volontaria sia didattica, per specializzandi psichiatri e psicologi in formazione psicoterapica, sia clinica, come consulente della Struttura semplice di psicopatologia dell’età evolutiva dell’Ospedale Niguarda.
 
Paola Bianchi
09/01/2026
Fonti archivistiche
Aspi - Archivio storico della psicologia italiana, Università di Milano-Bicocca, Archivio Adriana Guareschi.
Fonte iconografica
Aspi - Archivio storico della psicologia italiana, Università di Milano-Bicocca, Archivio Adriana Guareschi.