Rusconi Mauro
Contenuto
4 lettere del naturalista Mauro Rusconi (1776-1849):
1) [s.l.], [s.d.] [biglietto]: Chiede di passare a trovarlo, perché vuole accertarsi che egli veda “una certa cosa” come la vede lui.
2) [s.l.], 21 novembre 1839: Poiché immagina che Verga non abbia il tempo di passare da lui, gli chiede di mandargli la lettera che ha ricevuto dalla Germania, sempre che non vi siano informazioni private. Gli manda inoltre una rana e lo prega di metterla nell’acquavite diluita; la ritirerà quando ne avrà bisogno. Confessa che durante le osservazioni della vescichetta di Purkinje ha desiderato ardentemente di averlo vicino.
3) [s.l.], Dalla propria casa, [s.d., ma circa 1839]: Invia i due stantuffi che “hanno una certa celebrità e son perciò degni di formar parte dell’armamentario stantuffico di questo gabinetto”: il più piccolo infatti è servito per iniettare il proteo portato da [Pietro] Configliachi e il secondo, fatto in parte a Parigi e in parte a Pavia, è servito per iniettare un “coluber milo” un tempo esposto nel Gabinetto di anatomia comparata e poi mangiato dal tarlo. Quanto al pagamento degli strumenti, si intenderà con Panizza. Gli chiede poi di cercare se vi siano filamenti nervosi che collegano i muscoli della laringe, per verificare le dichiarazioni di Bell sull’influenza del settimo nervo sui condotti dell’aria, recentemente espresse alla Società di Londra. Gli chiede inoltre di raccomandare a Panizza l’ingegnere [Alberico] Briola come candidato al poso di economo, finora occupato degnamente da [Ercole] Cattaneo.
4) [s.l.], Dalla propria casa, 3 gennaio 1841: Riferisce che una persona autorevole l’ha avvertito che il biglietto che ha inviato a Panizza era scritto in modo da respingere il destinatario piuttosto che allettarlo ad andare a vedere le preparazioni. Confessa di essere trasecolato a questa notizia, perché è sicuro di non aver mai detto a Panizza di aver scoperto che le arterie sono inviluppate nei vasi linfatici e che la linfa si trova in contatto con le arterie. Anzi, spiega, lo aveva invitato a vedere come le sue teorie risultassero confermate e come non solo i vasi maggiori, ma anche i minori fossero inviluppati nei vasi linfatici. Chiede quindi a Verga di andare da Panizza e di cercare di vedere il biglietto, in modo da capire se effettivamente era possibile fraintendere il messaggio.
1) [s.l.], [s.d.] [biglietto]: Chiede di passare a trovarlo, perché vuole accertarsi che egli veda “una certa cosa” come la vede lui.
2) [s.l.], 21 novembre 1839: Poiché immagina che Verga non abbia il tempo di passare da lui, gli chiede di mandargli la lettera che ha ricevuto dalla Germania, sempre che non vi siano informazioni private. Gli manda inoltre una rana e lo prega di metterla nell’acquavite diluita; la ritirerà quando ne avrà bisogno. Confessa che durante le osservazioni della vescichetta di Purkinje ha desiderato ardentemente di averlo vicino.
3) [s.l.], Dalla propria casa, [s.d., ma circa 1839]: Invia i due stantuffi che “hanno una certa celebrità e son perciò degni di formar parte dell’armamentario stantuffico di questo gabinetto”: il più piccolo infatti è servito per iniettare il proteo portato da [Pietro] Configliachi e il secondo, fatto in parte a Parigi e in parte a Pavia, è servito per iniettare un “coluber milo” un tempo esposto nel Gabinetto di anatomia comparata e poi mangiato dal tarlo. Quanto al pagamento degli strumenti, si intenderà con Panizza. Gli chiede poi di cercare se vi siano filamenti nervosi che collegano i muscoli della laringe, per verificare le dichiarazioni di Bell sull’influenza del settimo nervo sui condotti dell’aria, recentemente espresse alla Società di Londra. Gli chiede inoltre di raccomandare a Panizza l’ingegnere [Alberico] Briola come candidato al poso di economo, finora occupato degnamente da [Ercole] Cattaneo.
4) [s.l.], Dalla propria casa, 3 gennaio 1841: Riferisce che una persona autorevole l’ha avvertito che il biglietto che ha inviato a Panizza era scritto in modo da respingere il destinatario piuttosto che allettarlo ad andare a vedere le preparazioni. Confessa di essere trasecolato a questa notizia, perché è sicuro di non aver mai detto a Panizza di aver scoperto che le arterie sono inviluppate nei vasi linfatici e che la linfa si trova in contatto con le arterie. Anzi, spiega, lo aveva invitato a vedere come le sue teorie risultassero confermate e come non solo i vasi maggiori, ma anche i minori fossero inviluppati nei vasi linfatici. Chiede quindi a Verga di andare da Panizza e di cercare di vedere il biglietto, in modo da capire se effettivamente era possibile fraintendere il messaggio.
Estremi cronologici
1839 - 1841
Collocazione
b. 05, fasc. 051









