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Algometria

Algometria

Categoria grammaticale
Sostantivo
Genere
Femminile
Definizione
Composto di algo-, dal gr. ‘dolore’, e -metria, ‘misura, ‘misurazione della sensibilità dolorifica’.
Attestazioni d'autore
ArchiDATA, 1867 (Lombroso)
Mantegazza 1868

Il lemma si registra per la prima volta in Lombroso, nell’articolo Algometria elettrica nell’uomo sano ed alienato (1867) apparso sugli «Annali Universali di Medicina». Nello studio lo scienziato dava conto dei suoi esperimenti sulla misurazione della sensibilità dolorifica, condotti attraverso un apparecchio d’induzione alla Rhumkorf, atto a verificare la variabilità della percezione del dolore tra individuo e individuo (con particolare attenzione alle variazioni riscontrabili tra uomini sani e alienati) e tra le diverse parti del corpo.
Nel 1868 Mantegazza, sui «Rendiconti dell’Istituto Lombardo di Scienze e Lettere», avrebbe rivendicato non solo il fatto di aver ispirato a Lombroso la ricerca di un metodo per la misurazione del dolore, ma anche la coniazione del lemma («coll’idea ebbe da me anche la parola algometria», Mantegazza 1868a, 323). Effettivamente nel 1866 il medico monzese, in una lettera di quell’anno simpaticamente ribattezzato dal collega Lombroso «ministro officiale del dolore» (Armocida, Tavani 2004, 69), aveva pubblicato sulla «Gazzetta Medica Italiana» la memoria Della azione del dolore sulla calorificazione e sui moti del cuore. Ricerche sperimentali: scritto nel quale divulgava le conseguenze che il dolore esercita sui movimenti cardiaci, da lui riscontrate per via sperimentale tanto sugli animali quanto sugli uomini. Tale ricerca veniva inquadrata come parte di un «Abbozzo di un’opera futura sulla fisiologia del dolore», della quale offriva un piano sommario: nel capitolo nono si proponeva di trattare la questione Dei gradi del dolore e dei modi di misurarlo. Statistica dei dolori (Mantegazza 1866, 226). Nessuna traccia, dunque, né di algometria né di algometro: voci che forse Mantegazza potrebbe aver suggerito a Lombroso in occasione di una conversazione orale o in uno scambio epistolare.
Nella nota del 1868 il medico monzese delegittimava dunque le acquisizioni lombrosiane in materia di algometria, sottolineando la differenza tra dolore elettrico e dolore traumatico. Lombroso avrebbe replicato alle asserzioni di Mantegazza nello scritto Sull’algometria elettrica, auspicando che non sarebbe stata «una questione d’algometria» a recargli «il dolore, davvero incommensurabile, d’infrangere un’amicizia […] divenuta un conforto dolcissimo dell’esistenza» (Lombroso 1868, 389). Se in quella circostanza Mantegazza, pur ribadendo le criticità dell’algometro scelto dal collega, avrebbe liquidato la questione con un sorriso («conserviamo sempre fida e sempre calda la nostra amicizia che […] vale assai più dell’algometria […]», 1868b, 399), anni dopo, quando tra i due contendenti si era ormai consumata una rottura, sarebbe tornato polemicamente sulla questione. Già nel 1879, dalla cattedra di Antropologia di Firenze, avrebbe negato l’attendibilità degli strumenti algometrici e, soprattutto, la loro applicabilità in ambito giudiziario nel solco dell’insegnamento di Lombroso, che asseriva la diminuita sensibilità al dolore riscontrabile nei criminali: «E si adopera il rocchetto di Ruhmkorff colla bilancia, col metro, col termometro per misurare la criminalità di un uomo e per graduare anche la pena che merita. Questa, permettetemi di dire, non è scienza positiva, ma una caricatura della scienza; questa non è un progresso della scienza giuridica: è pura e semplice astrologia giudiziaria». ([1879] 1989, 478).
Nella Fisiologia del dolore Mantegazza avrebbe messo nero su bianco le conclusioni alle quali era approdato: «[…] l’espressione del dolore è così diversa nei diversi individui, e la tolleranza per uno stesso dolore varia nello stesso uomo ad intervalli così brevi di tempo e per influenze così minime, che ho dovuto rinunziare al mio algometro ed all’algometria, credendo oggi impossibile la scientifica del dolore» (Mantegazza 1880, 15).

Matilde Esposito 
7/07/2025
Bibliografia
Armocida, Giuseppe, Tavani, Mario, Otto lettere di Cesare Lombroso a Paolo Mantegazza (1858-1866), in «Rivista Italiana di Storia della Medicina. Organo ufficiale della Società Italiana di Storia della Medicina», 14, 1-2, 2004, pp. 63-70.
Lombroso, Cesare, Algometria elettrica nell’uomo sano ed alienato, in «Annali Universali di Medicina», CXCIX, 1867, pp. 102-121.
Id., Sull’algometria elettrica. Risposta del Socio Corrispondente prof. Cesare Lombroso alla Nota del prof. Mantegazza, in «Rendiconti dell’Istituto Lombardo di Scienze e Lettere», 1, 1868, pp. 388-397.
Mantegazza, Paolo, Della azione del dolore sulla calorificazione e sui moti del cuore. Ricerche sperimentali, in «Gazzetta Medica Italiana», 26, 1866, pp. 225-230; 27, pp. 233-236; 28, pp. 242-248; 29, pp. 249-252.
Id., Sull’algometria. Nota critica, in «Rendiconti dell’Istituto Lombardo di Scienze e Lettere», 1, 1868a, pp. 322-328.
Id., Sull’algometria elettrica, in «Rendiconti dell’Istituto Lombardo di Scienze e Lettere», 1, 1868b, pp. 398-399.
Id., Fisiologia del dolore, Firenze, Felice Paggi, 1880.
Id., Lezioni di Antropologia, vol. II, Corsi 1879-1910, Firenze, Società Italiana di Antropologia e Etnologia, 1989.