Genio
Categoria grammaticale
Sostantivo
Genere
Maschile
Definizione
Nella prospettiva di Mantegazza il genio è «[…] quell’ingegno raro, alto e sublime, che tutti o quasi tutti collocano sulla più alta vetta delle energie del pensiero umano» (1907, 396).
Attestazioni d'autore
L’antropologo monzese, per il quale «Tentare una definizione scientifica del genio è impossibile» (1899, 100), entrò in polemica con Lombroso («la caricatura del positivismo», 1899, 100), autore di Genio e follia – la cui prima edizione, più volte rivista e accresciuta, data al 1864 –, che concepiva il genio come «fenomeno patologico» (1907, 396). Numerosi i luoghi testuali in cui si scaglia contro «l’assurda teorica del Lombroso, che del genio e della follia fa due fatti collegati fra di loro necessariamente, inesorabilmente, come i due fratelli siamesi» (1907, 392): «[…] la psichiatria moderna si diverte e ci diverte nel far bollire in una sola pentola il genio, la follia e il delitto» (1894, 498); «Ormai il famoso matrimonio del Genio e follia è molto sfatato: ed io son fermamente convinto che colla stessa logica si potrebbe scrivere quest’altri libri: Genio e dispepsia – Genio e stitichezza – Genio e gotta, ecc» (1896, 568); «[…] si può studiare e analizzare coi metodi scientifici più perfezionati un uomo di genio, senza di necessità concludere, che appunto perché è un genio, è anche un mentecatto o un epilettico» (1902, 305). Alla luce di tale orizzonte, è lecito ipotizzare che l’invenzione degli psicoigei, la cui esistenza è prospettata nel romanzo ucronico L’anno 3000. Sogno, possa essere riletta con un’intenzionalità parodica e polemica nei confronti della scuola lombrosiana. Sopra tali medici Mantegazza afferma, infatti, che, a partire dall’«esame delle cellule centrali fatto colla luce penetrante e cogli acuti strumenti ottici», possono valutare «[…] se un cervello porterà l’individuo a cui appartiene necessariamente al delitto, se appartiene ad un imbecille, a un uomo volgare o ad un genio» (1897, 144): informazioni che, a suo parere, gli epigoni lombrosiani erano lontani dall’acquisire secondo criteri scientificamente condivisibili.
Allo stesso modo, Mantegazza nega legittimità scientifica alla definizione di genio – offerta da Adolfo Padovan nel suo studio Che cos’è il genio (1901) – come «stato fisiologico di squisita eccezionale sensibilità nervosa» (1902, 212).
Condivide, invece, le acquisizioni del naturalista inglese Francis Galton, a cui si deve lo sviluppo dell’eugenetica, a proposito dell’ereditarietà del genio: «Per me chi si è approssimato più d’ogni altro a questa definizione è il Galton scienziato vero, il quale nella sua mirabile opera sull’eredità del genio ha detto che genio è colui che apre orizzonti nuovi al pensiero umano e che quando sparisce dalla terra è accompagnato dal lutto di tutto un popolo» (1899, 101).
Matilde Esposito
30/06/2025
Allo stesso modo, Mantegazza nega legittimità scientifica alla definizione di genio – offerta da Adolfo Padovan nel suo studio Che cos’è il genio (1901) – come «stato fisiologico di squisita eccezionale sensibilità nervosa» (1902, 212).
Condivide, invece, le acquisizioni del naturalista inglese Francis Galton, a cui si deve lo sviluppo dell’eugenetica, a proposito dell’ereditarietà del genio: «Per me chi si è approssimato più d’ogni altro a questa definizione è il Galton scienziato vero, il quale nella sua mirabile opera sull’eredità del genio ha detto che genio è colui che apre orizzonti nuovi al pensiero umano e che quando sparisce dalla terra è accompagnato dal lutto di tutto un popolo» (1899, 101).
Matilde Esposito
30/06/2025
Bibliografia
Mantegazza, Paolo, L’elogio della pazzia, in «Nuova Antologia», L, 7, 1894, pp. 498-512.
Id., Notizia scientifica. Giacomo Leopardi sul tavolo anatomico, in «Nuova Antologia», LXII, 7, 1896, pp. 566-571.
Id., L’anno 3000. Sogno, Milano, Treves, 1897.
Id., Il genio secondo il Lombroso e secondo il Bovio, in «Archivio per l’antropologia e la etnologia», XXIX, 1, 1899, pp. 99-101.
Id., Emilio Zola sul tavolo anatomico, in «Nuova Antologia», XCVIII, 726, 1902, pp. 304-308.
Id., [recensione] Adolfo Padovan, Cos’è il genio? Milano, Hoepli, 1901, in «Archivio per l’antropologia e la etnologia», XXXII, 1, 1902, pp. 212-213.
Id., Che cosa è il genio?, in «Archivio per l’antropologia e la etnologia», XXXVII, 3, 1907, pp. 391-398.
Id., Notizia scientifica. Giacomo Leopardi sul tavolo anatomico, in «Nuova Antologia», LXII, 7, 1896, pp. 566-571.
Id., L’anno 3000. Sogno, Milano, Treves, 1897.
Id., Il genio secondo il Lombroso e secondo il Bovio, in «Archivio per l’antropologia e la etnologia», XXIX, 1, 1899, pp. 99-101.
Id., Emilio Zola sul tavolo anatomico, in «Nuova Antologia», XCVIII, 726, 1902, pp. 304-308.
Id., [recensione] Adolfo Padovan, Cos’è il genio? Milano, Hoepli, 1901, in «Archivio per l’antropologia e la etnologia», XXXII, 1, 1902, pp. 212-213.
Id., Che cosa è il genio?, in «Archivio per l’antropologia e la etnologia», XXXVII, 3, 1907, pp. 391-398.