Maltusianismo
Categoria grammaticale
Sostantivo
Genere
Maschile
Definizione
Sostantivo derivato dall’aggettivo maltusiano, formato con l’aggiunta del suffisso -ismo. Il termine identifica le politiche e le pratiche di limitazione della prole messe in atto sulla base della dottrina di Thomas Robert Malthus, autore di An essay on the principle of population, as it affects the future improvement of society (1798), relativo alla sproporzione che si determina tra la crescita aritmetica delle risorse di sussistenza e la crescita geometrica – e, dunque, più rapida – della popolazione. Se l’economista scozzese, in linea con la sua carica di pastore anglicano, aveva proposto come argine a tale squilibrio il ricorso a mezzi naturali (quali la continenza e il ritardo dell’età matrimoniale), i suoi seguaci promossero invece l’impiego di metodi anticoncezionali artificiali.
Attestazioni d'autore
DELI, GRADIT, 1905 (Alfredo Panzini, Dizionario moderno. Supplemento ai dizionari italiani, Milano, Hoepli)
Volpi 2020, 1855
De Augustinis 1844
Mantegazza 1878
Nel corpus degli scritti di Paolo Mantegazza trovano ampio riscontro i lessemi derivati dal nome proprio Malthus, come ha avuto modo di sottolineare anche Volpi (2020: 231 e n), che ha segnalato l’impiego delle voci maltusiano e antimaltusiani ne L’anno 3000. Sogno del 1897, come anche il ricorso al termine astratto. Il medico monzese aderì in effetti entusiasticamente alle tesi dello scozzese («calunniato, frainteso, sarà un giorno uno dei santi dell’umanità»), come esplicitato sin dalla princeps degli Elementi d’igiene: opera nella quale compare per la prima volta l’icastica formula «Amate, ma non generate», rivolta tanto «al tubercoloso, all’epilettico, al pazzo, all’idiota, al sifilitico», quanto «al povero che ai suoi figliuoli non sa offrire che la fame o la casa degli esposti» (Mantegazza 1864: 412). Tale formula sarebbe diventata un vero e proprio leitmotiv nella sua produzione e riecheggia, peraltro, nei titoli di studi successivi funzionali alla divulgazione di pratiche contraccettive, come Amate e non generate o L’arte di non aver figli. Igiene morale e fisica contro la moltiplicazione dannosa della figliuolanza (1885) di Amedeo Filippi.
Mantegazza svolse un’attività di primo piano nella diffusione della dottrina maltusiana (cfr. Isenburg 1977; Loconsole 2017), anche considerato il ritardo con il quale – complice l’ingerenza della Chiesa – An essay on the principle of population venne tradotto in Italia: se nel 1809 era già stata stampata la prima edizione in lingua francese, apparsa a Ginevra per le cure di Pierre Prévost, per la traduzione italiana, allestita da Francesco Ferrara, bisognerà attendere il 1868.
Una delle ragioni che avrebbero portato diverse opere mantegazziane a essere condannate all’Indice dei Libri Proibiti è da rintracciare proprio, come scritto dal consultore Raffaele De Martinis, chiamato a esprimersi sulla Fisiologia dell’amore e sull’Igiene dell’amore, nell’aver «popolarizzato gli scritti di Spencer e di Malthus, con grandissimo favore della società contemporanea corrotta […]» (Dell’Era 2014: 27). Anche Giuseppe Pennacchi, responsabile del votum sopra gli Elementi d’igiene, sottolinea il pericolo di una risonanza eccessiva delle teorie malthusiane presso l’intera società, legato alla piacevolezza dello stile di Mantegazza: «[…] il veleno, di cui è asperso questo libro, si diffonderà per ogni classe di persone; e le opinioni di Malthus già condannate, e i diritti insussistenti del governo sopra i matrimoni, e l’avarizia dei preti, e la loro disonestà saranno ricevute presso tutti come dommi con danno incredibile delle coscienze» (ivi: 32).
Nel 1896, all’interno dei Ricordi politici di un fantaccino del parlamento italiano, Mantegazza avrebbe rievocato l’aspra censura con la quale erano state colpite le sue opere, scrivendo, a proposito degli Elementi d’igiene: «In quel mio libro io avevo scritto: Amate, ma non generate! facendo franca professione di maltusianismo pratico e per questo ero poi messo all’indice dal gran sacerdote di Roma» (Mantegazza 1896: 48n).
Nella prosa di Mantegazza si registrano tanto la forma maltusianismo, rintracciabile anche nel passo sopracitato, quanto la variante malthusianismo, entrambi ampiamente diffusi nel lessico del tempo. La presenza di maltusianismo è infatti documentata già in un’opera dell’avvocato ed economista Matteo De Augustinis, Studi critici sopra il Corso di economia politica di Pellegrino Rossi («ora che più nettamente si avvertono gli effetti del maltusianismo», De Augustinis 1844: 150), mentre la variante malthusianismo è registrata, a partire dal 1849, nell’articolo, di mano di Camillo Benso conte di Cavour, intitolato Corso di economia politica professato dal signor Francesco Ferrara. Teoria di Malthus, apparso su «Il Risorgimento. Giornale quotidiano» (Cavour [1849] 1962: 453, 456). E si veda infine la forma malthusianesimo, impiegata da Dario Papa a proposito del giornalista del «Corriere della Sera» Giacomo Raimondi («giornalista provetto, buon conoscitore di cose economiche, nato e disposto a morire per la causa del malthusianesimo», Papa 1881: 493). Circoscrivendo l’analisi al corpus degli scritti mantegazziani, maltusianismo è attestato, oltre che nei già citati Ricordi di un fantaccino del parlamento italiano, nella settima edizione ritoccata ed accresciuta degli Elementi d’igiene (1878): «Facciamo meno uomini, purché siano più felici; ma contro il maltusianismo del talamo si sollevano i sacri pudori del sentimento e le ribellioni della carne offesa» (Mantegazza 1878: 19). Poi in Le leggende dei fiori: «Ma uno di questi giorni, provvederò anche a questo, e vi darò una lezione di maltusianismo pratico» (Mantegazza 1890: 249). Viene inoltre registrato ne L’arte di prender moglie, nel quale Mantegazza si dichiara «maltusiano impenitente» («E invano i preti e i rugiadosi moralisti della Provvidenza combattono il maltusianismo, ché ormai è divenuto un’istituzione sociale […]», Mantegazza 1892: 140), e nell’Elogio della vecchiaia («A questi omicidii pensati [quelli dei vecchi], ma non compiuti, provvederà la giustizia dell’avvenire; provvederà il maltusianismo previdente dei posteri», Mantegazza 1895: 12). Infine, nella sua Inchiesta sull’amore ideale nell’avvenire lo scienziato si faceva promotore, tra le altre cose, del «matrimonio difeso dal divorzio, fondato sulla libera elezione dei due sposi, corretto dal maltusianismo scientifico» (Mantegazza 1898: 157).
Malthusianismo ricorre invece nella risposta, estremante stringata (lo scienziato è già malato e prossimo alla morte), a un’inchiesta condotta da Alfonso De Pietri Tonelli nel 1910, accolta nel volume Il problema della procreazione. Inchiesta sul “neomalthusianismo”: «[…] in molti libri ho giudicato il malthusianismo, il preventive intercourse degli Inglesi. Ho diretto la traduzione italiana degli Elements of social science del mio amico dottore Drysdale e i miei Elementi d’igiene furon messi all’Indice perché predicano il malthusianismo» (De Pietri Tonelli 1911: 139).
Matilde Esposito
30/06/2025
Volpi 2020, 1855
De Augustinis 1844
Mantegazza 1878
Nel corpus degli scritti di Paolo Mantegazza trovano ampio riscontro i lessemi derivati dal nome proprio Malthus, come ha avuto modo di sottolineare anche Volpi (2020: 231 e n), che ha segnalato l’impiego delle voci maltusiano e antimaltusiani ne L’anno 3000. Sogno del 1897, come anche il ricorso al termine astratto. Il medico monzese aderì in effetti entusiasticamente alle tesi dello scozzese («calunniato, frainteso, sarà un giorno uno dei santi dell’umanità»), come esplicitato sin dalla princeps degli Elementi d’igiene: opera nella quale compare per la prima volta l’icastica formula «Amate, ma non generate», rivolta tanto «al tubercoloso, all’epilettico, al pazzo, all’idiota, al sifilitico», quanto «al povero che ai suoi figliuoli non sa offrire che la fame o la casa degli esposti» (Mantegazza 1864: 412). Tale formula sarebbe diventata un vero e proprio leitmotiv nella sua produzione e riecheggia, peraltro, nei titoli di studi successivi funzionali alla divulgazione di pratiche contraccettive, come Amate e non generate o L’arte di non aver figli. Igiene morale e fisica contro la moltiplicazione dannosa della figliuolanza (1885) di Amedeo Filippi.
Mantegazza svolse un’attività di primo piano nella diffusione della dottrina maltusiana (cfr. Isenburg 1977; Loconsole 2017), anche considerato il ritardo con il quale – complice l’ingerenza della Chiesa – An essay on the principle of population venne tradotto in Italia: se nel 1809 era già stata stampata la prima edizione in lingua francese, apparsa a Ginevra per le cure di Pierre Prévost, per la traduzione italiana, allestita da Francesco Ferrara, bisognerà attendere il 1868.
Una delle ragioni che avrebbero portato diverse opere mantegazziane a essere condannate all’Indice dei Libri Proibiti è da rintracciare proprio, come scritto dal consultore Raffaele De Martinis, chiamato a esprimersi sulla Fisiologia dell’amore e sull’Igiene dell’amore, nell’aver «popolarizzato gli scritti di Spencer e di Malthus, con grandissimo favore della società contemporanea corrotta […]» (Dell’Era 2014: 27). Anche Giuseppe Pennacchi, responsabile del votum sopra gli Elementi d’igiene, sottolinea il pericolo di una risonanza eccessiva delle teorie malthusiane presso l’intera società, legato alla piacevolezza dello stile di Mantegazza: «[…] il veleno, di cui è asperso questo libro, si diffonderà per ogni classe di persone; e le opinioni di Malthus già condannate, e i diritti insussistenti del governo sopra i matrimoni, e l’avarizia dei preti, e la loro disonestà saranno ricevute presso tutti come dommi con danno incredibile delle coscienze» (ivi: 32).
Nel 1896, all’interno dei Ricordi politici di un fantaccino del parlamento italiano, Mantegazza avrebbe rievocato l’aspra censura con la quale erano state colpite le sue opere, scrivendo, a proposito degli Elementi d’igiene: «In quel mio libro io avevo scritto: Amate, ma non generate! facendo franca professione di maltusianismo pratico e per questo ero poi messo all’indice dal gran sacerdote di Roma» (Mantegazza 1896: 48n).
Nella prosa di Mantegazza si registrano tanto la forma maltusianismo, rintracciabile anche nel passo sopracitato, quanto la variante malthusianismo, entrambi ampiamente diffusi nel lessico del tempo. La presenza di maltusianismo è infatti documentata già in un’opera dell’avvocato ed economista Matteo De Augustinis, Studi critici sopra il Corso di economia politica di Pellegrino Rossi («ora che più nettamente si avvertono gli effetti del maltusianismo», De Augustinis 1844: 150), mentre la variante malthusianismo è registrata, a partire dal 1849, nell’articolo, di mano di Camillo Benso conte di Cavour, intitolato Corso di economia politica professato dal signor Francesco Ferrara. Teoria di Malthus, apparso su «Il Risorgimento. Giornale quotidiano» (Cavour [1849] 1962: 453, 456). E si veda infine la forma malthusianesimo, impiegata da Dario Papa a proposito del giornalista del «Corriere della Sera» Giacomo Raimondi («giornalista provetto, buon conoscitore di cose economiche, nato e disposto a morire per la causa del malthusianesimo», Papa 1881: 493). Circoscrivendo l’analisi al corpus degli scritti mantegazziani, maltusianismo è attestato, oltre che nei già citati Ricordi di un fantaccino del parlamento italiano, nella settima edizione ritoccata ed accresciuta degli Elementi d’igiene (1878): «Facciamo meno uomini, purché siano più felici; ma contro il maltusianismo del talamo si sollevano i sacri pudori del sentimento e le ribellioni della carne offesa» (Mantegazza 1878: 19). Poi in Le leggende dei fiori: «Ma uno di questi giorni, provvederò anche a questo, e vi darò una lezione di maltusianismo pratico» (Mantegazza 1890: 249). Viene inoltre registrato ne L’arte di prender moglie, nel quale Mantegazza si dichiara «maltusiano impenitente» («E invano i preti e i rugiadosi moralisti della Provvidenza combattono il maltusianismo, ché ormai è divenuto un’istituzione sociale […]», Mantegazza 1892: 140)
Malthusianismo ricorre invece nella risposta, estremante stringata (lo scienziato è già malato e prossimo alla morte), a un’inchiesta condotta da Alfonso De Pietri Tonelli nel 1910, accolta nel volume Il problema della procreazione. Inchiesta sul “neomalthusianismo”: «[…] in molti libri ho giudicato il malthusianismo, il preventive intercourse degli Inglesi. Ho diretto la traduzione italiana degli Elements of social science del mio amico dottore Drysdale e i miei Elementi d’igiene furon messi all’Indice perché predicano il malthusianismo» (De Pietri Tonelli 1911: 139).
Matilde Esposito
30/06/2025
Bibliografia
Cavour, Camillo, Corso di economia politica professato dal signor Francesco Ferrara. Teoria di Malthus, in «Il Risorgimento. Giornale quotidiano», II, 616, ora in Scritti di economia (1835-1850), a cura di Francesco Sirugo, Milano, Feltrinelli, 1962, pp. 452-456.
De Augustinis, Matteo, Studi critici sopra il Corso di economia politica di Pellegrino Rossi, Napoli, Dallo Stabilimento Poligrafo, 1844.
Dell’Era, Tommaso, “Questo ipocrita seguace dell’epicureismo”: Mantegazza all’Indice, in Giampaolo Atzei, Alessandra G. Orlandini Carcreff, Tania Manca (a cura di), Paolo Mantegazza. Dalle Americhe al Mediterraneo, Monaco, Liber Faber, 2014, pp. 23-40.
De Pietri Tonelli Alfonso (a cura di), Il problema della procreazione. Inchiesta sul “neomalthusianismo”, Milano, Casa editrice D’Avanguardia, 1911.
Isenburg, Teresa, Il dibattito su Malthus e sulla popolazione nell’Italia di fine ‘800, in «Studi Storici», 18, 3, 1977, pp. 41-67.
Loconsole, Matteo, Storia della contraccezione in Italia tra falsi moralisti, scienziati e sessisti, Bologna, Pendragon, 2017.
Mantegazza, Paolo, Elementi d’igiene, Milano, Brigola, 1864.
Id., Elementi d’igiene, Settima edizione ritoccata ed accresciuta dall’Autore, Milano, Brigola, 1878.
Id., Le leggende dei fiori, Milano, Dumolard, 1890.
Id., L’arte di prender moglie, Milano, Treves, 1892.
Id., Elogio della vecchiaia, Milano, Treves, 1895.
Id., Ricordi politici di un fantaccino del parlamento italiano, Firenze, R. Bemporad & figlio, 1896.
Id., L’amore. Paralipomeni, Milano, Treves, 1898.
Papa, Dario, Giornali e giornalisti, in Mediolanum, vol. I, Milano, Vallardi, 1881, pp. 480-493.
Volpi, Mirko, Mantegazza onomaturgo. Note lessicali su «L’anno 3000. Sogno», in «Studi di lessicografia italiana», XXXVII, 2020, pp. 213-235.
De Augustinis, Matteo, Studi critici sopra il Corso di economia politica di Pellegrino Rossi, Napoli, Dallo Stabilimento Poligrafo, 1844.
Dell’Era, Tommaso, “Questo ipocrita seguace dell’epicureismo”: Mantegazza all’Indice, in Giampaolo Atzei, Alessandra G. Orlandini Carcreff, Tania Manca (a cura di), Paolo Mantegazza. Dalle Americhe al Mediterraneo, Monaco, Liber Faber, 2014, pp. 23-40.
De Pietri Tonelli Alfonso (a cura di), Il problema della procreazione. Inchiesta sul “neomalthusianismo”, Milano, Casa editrice D’Avanguardia, 1911.
Isenburg, Teresa, Il dibattito su Malthus e sulla popolazione nell’Italia di fine ‘800, in «Studi Storici», 18, 3, 1977, pp. 41-67.
Loconsole, Matteo, Storia della contraccezione in Italia tra falsi moralisti, scienziati e sessisti, Bologna, Pendragon, 2017.
Mantegazza, Paolo, Elementi d’igiene, Milano, Brigola, 1864.
Id., Elementi d’igiene, Settima edizione ritoccata ed accresciuta dall’Autore, Milano, Brigola, 1878.
Id., Le leggende dei fiori, Milano, Dumolard, 1890.
Id., L’arte di prender moglie, Milano, Treves, 1892.
Id., Elogio della vecchiaia, Milano, Treves, 1895.
Id., Ricordi politici di un fantaccino del parlamento italiano, Firenze, R. Bemporad & figlio, 1896.
Id., L’amore. Paralipomeni, Milano, Treves, 1898.
Papa, Dario, Giornali e giornalisti, in Mediolanum, vol. I, Milano, Vallardi, 1881, pp. 480-493.
Volpi, Mirko, Mantegazza onomaturgo. Note lessicali su «L’anno 3000. Sogno», in «Studi di lessicografia italiana», XXXVII, 2020, pp. 213-235.