Ipercraniologia
Categoria grammaticale
Sostantivo
Genere
Femminile
Definizione
Composto di iper- e craniologia, coniato da Paolo Mantegazza per definire polemicamente l’eccessiva centralità che, nell’ambito degli studi antropologici, sotto l’influsso della scuola di area francese facente capo al magistero di Paul Broca, venne assegnata all’esame dei crani e alla loro misurazione.
Attestazioni d'autore
ipercraniologico: Mantegazza 1876
ipercraniologia: Mantegazza 1880
Fin dal 1875 Mantegazza, che pure era stato impegnato in ricerche craniologiche, come quella condotta sul teschio di Ugo Foscolo (1871), la cui salma era stata riportata a Firenze dall’Inghilterra, espresse pubblicamente contrarietà nei confronti del protagonismo assegnato a tale campo di studi e, colpendo «l’esagerazione di molti antropologi, per i quali tutta quanta la storia dell’uomo non è che craniologia» (Mantegazza 1875, 32), affermava: «Fare della craniologia sinonimo di antropologia è stringere in troppo modeste frontiere una scienza, che ha orizzonti infiniti e che è chiamata a sostituirsi a quel mondo informe di antichi pregiudizî, di sublimi divinazioni e di confuse induzioni, che chiamasi la filosofia» (81). In un suo scritto del 1876 risulta dunque attestato per la prima volta l’aggettivo ipercraniologico («indirizzo ipercraniologico della scuola antropologica francese», 1876, 403), usato con intento critico in risposta alle polemiche che il suo studio del 1875 aveva suscitato oltralpe, espresse da Cyprien Issaurat sulla «Revue d’anthropologie». L’anno successivo pubblicava sull’«Archivio per la Antropologia e la Etnologia» un articolo, intitolato La riforma craniologica, nel quale risulta attestato per la prima volta il lemma ipercraniologia («In Francia il Broca, il pontefice massimo della ipercraniologia moderna […]», Mantegazza, 1880, 117). Progressivamente, lo scienziato monzese avrebbe messo a fuoco le criticità riscontrabili nei procedimenti craniometrici, proponendo una riforma che mirasse a una semplificazione secondo un metodo linneano. Tali polemiche avrebbero contribuito a una rottura con Lombroso, con il quale era stato legato da profonda amicizia. Come avrebbe scritto in Di alcune recenti proposte di riforma della craniologia: «[…] il teschio di Ugo Foscolo avrà sempre contenuto il cervello di un genio, benché sia più piccolo del cranio d’una donna e abbia tanti caratteri proprii ai tipi bassi. Conviene conoscere la cabala dei negromanti della moderna antropologia criminale per trovare in un solo teschio di delinquente una sessantina di anomalie; salvo poi a scoprire, che quella povera scatola ossea aveva contenuto il cervello del più buon galantuomo o del più innocente minchione» (Mantegazza 1893, 51).
Il lemma, tanto nella sua forma aggettivale, quanto in quella sostantivale, non risulta attestato nei repertori lessicografici. Il lemma venne impiegato anche da Giuseppe Ziino, responsabile della cattedra di medicina legale all’università di Messina, che, alla stregua di Mantegazza, era propenso a circoscrivere l’importanza della craniometria («ogni giorno che passa mi rende sempre più avverso all’ipercraniologia […]», Ziino 1883, 545), convinto della possibilità di dedurre maggiori informazioni sulle caratteristiche di un individuo esaminando la «forma estetica» del cranio. È lo stesso Ziino, d’altra parte, nel rivendicare il ruolo pioneristico da lui avuto nell’opposizione allo strapotere della craniometria, a ricondurre a Mantegazza il conio del lemma ipercraniologia: «Quando in Italia, ora sono tre lustri, seguendo le orme degli stranieri, s’abusava cotanto delle misure craniensi, ho io, tra i primi, levata alto la voce contro la smania della fettuccia e del compasso, contro quella che poscia il Mantegazza chiamò ipercraniologia» (Ziino 1886, 227).
Matilde Esposito
30/06/2025
ipercraniologia: Mantegazza 1880
Fin dal 1875 Mantegazza, che pure era stato impegnato in ricerche craniologiche, come quella condotta sul teschio di Ugo Foscolo (1871), la cui salma era stata riportata a Firenze dall’Inghilterra, espresse pubblicamente contrarietà nei confronti del protagonismo assegnato a tale campo di studi e, colpendo «l’esagerazione di molti antropologi, per i quali tutta quanta la storia dell’uomo non è che craniologia» (Mantegazza 1875, 32), affermava: «Fare della craniologia sinonimo di antropologia è stringere in troppo modeste frontiere una scienza, che ha orizzonti infiniti e che è chiamata a sostituirsi a quel mondo informe di antichi pregiudizî, di sublimi divinazioni e di confuse induzioni, che chiamasi la filosofia» (81). In un suo scritto del 1876 risulta dunque attestato per la prima volta l’aggettivo ipercraniologico («indirizzo ipercraniologico della scuola antropologica francese», 1876, 403), usato con intento critico in risposta alle polemiche che il suo studio del 1875 aveva suscitato oltralpe, espresse da Cyprien Issaurat sulla «Revue d’anthropologie». L’anno successivo pubblicava sull’«Archivio per la Antropologia e la Etnologia» un articolo, intitolato La riforma craniologica, nel quale risulta attestato per la prima volta il lemma ipercraniologia («In Francia il Broca, il pontefice massimo della ipercraniologia moderna […]», Mantegazza, 1880, 117). Progressivamente, lo scienziato monzese avrebbe messo a fuoco le criticità riscontrabili nei procedimenti craniometrici, proponendo una riforma che mirasse a una semplificazione secondo un metodo linneano. Tali polemiche avrebbero contribuito a una rottura con Lombroso, con il quale era stato legato da profonda amicizia. Come avrebbe scritto in Di alcune recenti proposte di riforma della craniologia: «[…] il teschio di Ugo Foscolo avrà sempre contenuto il cervello di un genio, benché sia più piccolo del cranio d’una donna e abbia tanti caratteri proprii ai tipi bassi. Conviene conoscere la cabala dei negromanti della moderna antropologia criminale per trovare in un solo teschio di delinquente una sessantina di anomalie; salvo poi a scoprire, che quella povera scatola ossea aveva contenuto il cervello del più buon galantuomo o del più innocente minchione» (Mantegazza 1893, 51).
Il lemma, tanto nella sua forma aggettivale, quanto in quella sostantivale, non risulta attestato nei repertori lessicografici. Il lemma venne impiegato anche da Giuseppe Ziino, responsabile della cattedra di medicina legale all’università di Messina, che, alla stregua di Mantegazza, era propenso a circoscrivere l’importanza della craniometria («ogni giorno che passa mi rende sempre più avverso all’ipercraniologia […]», Ziino 1883, 545), convinto della possibilità di dedurre maggiori informazioni sulle caratteristiche di un individuo esaminando la «forma estetica» del cranio. È lo stesso Ziino, d’altra parte, nel rivendicare il ruolo pioneristico da lui avuto nell’opposizione allo strapotere della craniometria, a ricondurre a Mantegazza il conio del lemma ipercraniologia: «Quando in Italia, ora sono tre lustri, seguendo le orme degli stranieri, s’abusava cotanto delle misure craniensi, ho io, tra i primi, levata alto la voce contro la smania della fettuccia e del compasso, contro quella che poscia il Mantegazza chiamò ipercraniologia» (Ziino 1886, 227).
Matilde Esposito
30/06/2025
Bibliografia
P. Mantegazza, Il cranio di Ugo Foscolo, in «Archivio per la Antropologia e la Etnologia», I, 4, pp. 301-306.
Id., Una parola al signor Issaurat, in «Archivio per la Antropologia e la Etnologia», VI, 1876, p. 403.
Id., La riforma craniologica. Studii critici, in «Archivio per la Antropologia e la Etnologia», X, 1, 1880, pp. 127-137.
Id., [Recensione a] Tappeiner Dott. Franz., Studien zur Anthropologie Tirols und der Sette Comni, Innsbruck, 1883, in «Archivio per la Antropologia e la Etnologia», XIV, 1884, pp. 117-120.
Id., Di alcune recenti proposte di riforma della craniologia, in «Archivio per la Antropologia e la Etnologia», XXIII, 1893, pp. 45-55.
Ziino, Giuseppe, In causa di ribellione con via di fatto imputata ad un frenastenico, in «Il Morgagni», XXV, 1883, pp. 542-549.
Id., In causa d'assassinio. Studio freniatrico-legale, in «La Psichiatria», IV, 1886, pp. 220-248.
Id., Una parola al signor Issaurat, in «Archivio per la Antropologia e la Etnologia», VI, 1876, p. 403.
Id., La riforma craniologica. Studii critici, in «Archivio per la Antropologia e la Etnologia», X, 1, 1880, pp. 127-137.
Id., [Recensione a] Tappeiner Dott. Franz., Studien zur Anthropologie Tirols und der Sette Comni, Innsbruck, 1883, in «Archivio per la Antropologia e la Etnologia», XIV, 1884, pp. 117-120.
Id., Di alcune recenti proposte di riforma della craniologia, in «Archivio per la Antropologia e la Etnologia», XXIII, 1893, pp. 45-55.
Ziino, Giuseppe, In causa di ribellione con via di fatto imputata ad un frenastenico, in «Il Morgagni», XXV, 1883, pp. 542-549.
Id., In causa d'assassinio. Studio freniatrico-legale, in «La Psichiatria», IV, 1886, pp. 220-248.