1898 dicembre

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11 lettere e cartoline di Ferrari a Emilia Giordani:
1) Reggio Emilia, 3 dicembre 1898: si dice commosso della lettera che ha ricevuto e la tranquillizza spiegando che le parole “chi non mi capisce, suo danno” [scritta nella cartolina del 25 novembre] non erano riferite a lei ma “alle persone colle quali tratto”. Racconta di essere molto impegnato per la correzione dell’”articolo musicale” e per l’articolo con Tamburini, scritto per soldi ma in rivelatosi poco conveniente, e si scusa di non aver mandato le bozze. Le spiega che per finire il lavoro con Tamburini e far uscire la Rivista non potrà scriverle una lettera prima del 12 dicembre. Le comunica che il suo ritratto è piaciuto molto a casa Tamburini e che la bambina, Augusta, gli ha chiesto delle cartoline illustrate e per questo la prega di inviagliene alcune da Dresda usando i marchi di Calderoni. Notifica che i cospicui impegni non gli hanno permesso di stringere subito il contratto con “quelli di Milano per la traduzione”.
2) Reggio Emilia, dicembre 1898: le racconta di essere stato a casa Giordani, di essersi trovato bene, di aver parlato con sua madre e suo padre che è “simpaticissimo”. Notifica di aver firmato il contratto per la traduzione di James [I "Principi di psicologia" di William James] e scrive di aver lavorato “tutto il giorno […] attorno ad un fenomeno (un oratore da piazza che parla ½ ora su qualunque argomento) e che mi occuperà ancora 2 giorni per lo meno”. Le spiega di averle mandato le poesie di Carducci come regalo di Natale, di aver spedito la Rivista a Reginald Henry Pierson e che non andrà dalla sorella Selene per la Vigilia. Le spiega di aver mostrato poco il suo ritratto per paura di perderlo e di tenerlo sempre sul suo tavolo.
3) Reggio Emilia, 1013 dicembre 1898: si dice dispiaciuto poiché è andata persa una lettera in cui le scriveva con sincerità ed affetto ma è soddisfatto di aver concluso la Rivista. Lettera interrotta, prosegue il giorno dopo. Le riferisce che Tamburini gli ha chiesto di aggiungere un capitolo “sull’Isterismo” e che dovrà lavorare altri 3 giorni. Commenta le pagine che lei ha inviato a Reginald Henry Pierson sostenendo che sono sufficienti. Lettera interrotta, prosegue il giorno dopo. Si dice preoccupato perché Tamburini per “quella traduzione” [I "Principi di psicologia" di William James] ha chiesto 60 lire al foglio, per un totale di 2500 lire anziché le 40 lire proposte inizialmente e teme che per questo gli editori non accetteranno. Le spiega che ha comprato “Sagesse et Destinée” e l’ultimo libro di Maeterlink, le confessa che vorrebbe scrivere insieme con lei un “vademecum […] per la persona che vuole diventare cosciente di sé. Si dice poco intenzionato a partecipare ad una conferenza che gli hanno proposto e le racconta che a casa di Tamburini ha incontrato Maria Ponti, sua ex compagna di collegio, che la saluta affettuosamente. Le comunica che invierà il “Marzocco” e le consiglia di leggere il Cyrano de Bergerac.
4) Reggio Emilia, 11 dicembre 1898: le spiega di aver concluso l’Indice bibliografico della Rivista e di non poterle scrivere una lettera per la stanchezza. Si dice stupito di non aver ottenuto una sua risposta sul contratto quasi concluso per la traduzione: si tratta di “50 fr. al foglio di 16 p.” e le chiede nuovamente consiglio sul da farsi. Ricorda che nella stessa lettera le chiedeva di inviare a Guicciardi il catalogo degli apparecchi di ginnastica medica di Knoke e Dressler, e la prega di farlo presto. Si rammarica che nella sua precedente lei non abbia trovato i franchi. Dice di aver incontrato Maria Carmi in treno nella terza classe che andava a Lucca, e di essere ancora indeciso per la conferenza di Parma poiché non ha avuto tempo per prepararla.
5) Reggio Emilia, 13 dicembre 1898: dice di provare molta nostalgia senza aver avuto modo di scriverle e che non lo farà neanche nel fine settimana perché farà una gita a Correggio per uno spettacolo teatrale. Le comunica di non aver vinto nulla alla lotteria e che c’erano “bellissimi premi” mentre Calderoni ha vinto 5 mk. Si lamenta di avere pochi soldi e poche prospettive nei mesi a venire. Le comunica di aver ricevuto una lettera molto affettuosa dal padre di lei.
6) Reggio Emilia, 15 dicembre 1898: le conferma che hanno accettato la traduzione del volume per 50 al foglio per un totale di 2500 [lire] dalle quali detrarre le spese per la macchina da scrivere pari a 350 lire, e le spiega che ad ogni pagina penserà ai loro progetti futuri. Le spiega che deve modificare la sua conferenza di Parma per potersi dedicare maggiormente alla traduzione.
7) Reggio Emilia, 17 dicembre 1898: confessa di pensarla tanto anche perché la famiglia Tamburini ha gradito particolarmente la sua cortesia e le sue cartoline. Le spiega che la Rivista uscirà domenica e martedì e negli stessi giorni inizierà a lavorare sulla traduzione.
8) Reggio Emilia, 25 dicembre 1898: le scrive che la sera stessa alle 11 inizierà la traduzione di James, [I “Principi di psicologia” di William James]. Lettera interrotta, prosegue il 27: le spiega che non è riuscito ad iniziare per il pranzo a Reggio e per una festa da ballo la sera, durante la quale in molti si sono rallegrati per il loro fidanzamento, comprese la Sig.ra Guicciardi e Tamburini, ed allegando “un pezzetto di musica” e “qualche giornale”, le chiede di ricordare la sera del loro fidanzamento per sapere cosa provava. Le annuncia di volerle sottoporre alcune questioni sull’acquisto della macchina da scrivere, ma si congeda per poter proseguire la traduzione. Lettera interrotta, prosegue il giorno dopo: comunica di averle inviato un articolo della Tribuna sulla “Jettatura”, e le parla della propria felicità in merito ad un articolo del "Corriere" che tratta del suo lavoro, specificando che subito dopo ha ricevuto molte visite a pagamento. Si lamenta dello stipendio troppo basso, 600 lire, e riferisce di voler chiedere un aumento a Tamburini. Racconta che Paola Lombroso, “colla quale ho flirtato qualche tempo”, si sposerà a Febbraio [con Mario Carrara], ed è contento in compenso di aver trovato una persona tanto buona “per quanto con meno soldi”. Le chiede consiglio sulla macchina da scrivere: è indeciso fra la “Williams”, elegante e funzionale, che costa 600 lire, ed un’altra “bruttina” da 350 lire di cui però ha sentito parlar bene. Le consiglia, se continua a non trovarsi bene a casa dei Röhring, e le chiede consiglio sull’eventuale vendita di due quadri di famiglia per recuperare 40 franchi.
9) Reggio Emilia, dicembre 1898: racconta di volersi fare aumentare lo stipendio facendo presente che Tamburini lo ha obbligato a comprare la macchina da scrivere. Porge i saluti di Giannina e dice di non avere novità su Selene; racconta di dover andare a Parma dalla sorella di Marimò e di voler preparare una conferenza sulla “suggestione” che gli verrà pagata con una “pendola”. Lettera incompleta: manca la parte iniziale.
10) Reggio Emilia, 29 dicembre 1898: Risponde alle accuse di “incoerenza”: le parla del forte sentimento che prova per lei e della sincerità che caratterizza il loro rapporto.
11) Reggio Emilia, 29 dicembre 1898: le scrive per indicarle “ogni sorta di riguardo” stando con “Lotte”: la bambina ha contratto la difterite ed è necessario, spiega, non mangiare nulla che sia stato in quella stanza, controllare di non avere graffi ma, nel caso, disinfettarli con “sublimato 1 per 1000” e soprattutto non baciarla mai poiché è responsabile non soltanto della sua vita ma di quella di diverse persone con cui entra in contatto. Le racconta che il siero “è una delle più grandi invenzioni del secolo” e che, se prima moriva l’80% dei contagiati, con il nuovo medicinale la mortalità era scesa al 12-15%. Si scusa per averle scritto poco prima una cartolina dura, ma le confessa di essersi dispiaciuto per quanto letto nella sua lettera. Porge gli auguri di buon anno.

NOTE:
Carta intestata: "Rivista sperimentale / di / freniatria e di medicina legale / ufficio di redazione; Frenocomio / di / Reggio nell’Emilia / Direzione medica."

Estremi cronologici

3 – 29 Dicembre 1898

Consistenza

15 carte

Collocazione fascicolo

b. 26, fasc. 4
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