Gaetano Perusini

Udine, 24 Febbraio 1879 – San Floriano (Vittorio Veneto), 8 Dicembre 1915

Biografia

Nato a Udine il 24 febbraio 1879, Gaetano Perusini proviene da una famiglia colta e agiata di medici di cui seguirà le impronte: dopo aver terminato il liceo classico, infatti, nel 1895 si iscrive alla Facoltà di medicina di Pisa. Qui mostra subito un particolare interesse per l'antropologia, di cui segue il corso tenuto da Guglielmo Romiti.
Nel 1899 chiede all'Università di Pisa il congedo per trasferirsi a Roma, argomentando la sua domanda con speciali ragioni di famiglia; è tuttavia probabile che il trasferimento fosse ricercato dal giovane anche per la mancanza a Pisa dell'insegnamento di psichiatria, istituito nell'ateneo toscano solo più tardi, nel 1905. Non a caso appena giunto a Roma, dove si immatricola al quinto anno di corso della Facoltà di medicina, egli comincia a rivolgere ogni sua attenzione all'approfondimento della disciplina, frequentando assiduamente le lezioni di Ezio Sciamanna (clinica psichiatrica) e Giovanni Mingazzini (neuropatologia). Fra i corsi a libera scelta inserisce inoltre quello di psichiatria tenuto da Augusto Giannelli, con cui prende forma il progetto della sua tesi su L'apparecchio passivo di masticazione nei delinquenti, della quale risulta relatore Sante De Sanctis.
Dopo la laurea, conseguita nel 1901, continua ad approfondire lo studio della psichiatria inscrivendosi ai corsi di perfezionamento tenuti da Sciamanna, Mingazzini e Primo Dorello (anatomia dei centri nervosi). Prosegue inoltre la sua già assidua frequentazione del Manicomio di Santa Maria della Pietà, diretto fino al 1905 da Clodomiro Bonfigli. Nel 1902 un ricco estratto della sua tesi di laurea appare sulla Rivista di discipline carcerarie: è l'inizio di una intensa e ininterrotta lista di pubblicazioni, nazionali ed internazionali.
Già nei suoi primi scritti dedicati all'antropologia, poi ulteriormente sviluppati nelle indagini sul cretinismo compiute con Ugo Cerletti, Perusini mostra quell'attenzione per il metodo che diventerà poi una vera e propria cifra del suo lavoro. L'appello alla chiarezza e al rigore metodologico risulta infatti un elemento chiave nelle sue ricerche anatomopatologiche e psichiatriche, che, svolte fin dai tempi dell'università, approfondirà in Germania con Hans Schmaus, Emil Kraepelin e Alois Alzheimer (con il quale collaborerà nei primi studi sul quadro clinico ed anatomopatologico dell'omonimo morbo).
L'esperienza con Kraepelin e Alzheimer a Monaco sarà tuttavia di particolare importanza soprattutto per la maturazione dell'idea di una psichiatria intesa come campo d'azione coordinato di diverse discipline, come studio dell'uomo non appiattito su di un unico registro. Su questa linea Perusini si muoverà anche a Roma sotto la direzione di Augusto Tamburini (succeduto a Sciamanna nella direzione della Clinica psichiatrica) e al fianco di Ugo Cerletti e Francesco Bonfiglio. Più in particolare, i suoi sforzi saranno indirizzati a sgomberare il campo della psichiatria dai troppi semplicismi ("speranze troppo ardite e troppo facili sconforti") connessi in Italia allo studio anatomopatologico delle malattie mentali, di cui tenterà di definire con precisione e rigore gli scopi, i mezzi ed i limiti in uno scritto fondamentale del 1909 dal titolo L'anatomia patologica in psichiatria.
Acuto e pungente nelle critiche rivolte al suo stesso ambiente scientifico, dal punto di vista accademico e professionale Perusini non ha vita facile: a lungo riveste solo ruoli precari in università, dove pure Tamburini lo sostiene e lo incoraggia, nominandolo assistente e preparatore della clinica; nel 1907 gli viene però rifiutata l'abilitazione alla libera docenza, che gli sarà accordata solo nel 1910. Nel 1913, inoltre, pur essendosi classificato primo in graduatoria per il posto di primario presso il Manicomio di Mombello, il Consiglio provinciale non convalida l'esito del concorso, negandogli di fatto la nomina.
La sua attività scientifica rimarrà fino all'ultimo strettamente connessa con l'ambiente internazionale, per il quale recensirà anche regolarmente, con obiettività e senza concessioni, i prodotti della scienza italiana sulle pagine delle riviste Neurologisches Centralblatt e Folia Neurobiologica.
Allo scoppio della Grande guerra Perusini si arruola con il grado di sergente di sanità. Colpito dallo scoppio di uno shrnapel durante le operazioni di sgombero dei feriti, troverà la morte a San Floriano, nel dicembre del 1915.

Roberta Passione
16/02/2014

Bibliografia

Babini, V.P. (2009). Liberi tutti. Manicomi e psichiatri in Italia: una storia del Novecento. Bologna:Il Mulino.
Cerletti, U. (1916). Gaetano Perusini. Quindici anni di lavoro per la scienza nell'Italia prima della guerra. Rivista sperimentale di freniatria, 53, 193-233.
Lucci, B. (2010). Memoria e oblio. Gaetano Perusini neurologo europeo. Padova-Trieste: Simone Volpato studio bibliografico.
Lucci, B. (2012). La memoria ritrovata. Gaetano Perusini e Alois Alzheimer. Padova-Trieste: Simone Volpato studio bibliografico.
Passione, R. (2007). Ugo Cerletti. Il romanzo dell'elettroshock. Reggio Emilia: Aliberti.
Passione, R. (2013). Per un'epistemologia della complessità. Gaetano Perusini nella storia della psichiatria italiana. Roma: Aliberti.
Perusini Antonini, G. (1974). Un secolo nella memoria. Trieste: L'Asterisco.
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