Il fondo Mario Tiengo

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Soggetto produttore

Il fondo archivistico e librario del fondatore della terapia del dolore, Mario Tiengo, è conservato in parte a Milano, presso il Centro Aspi – Archivio storico della psicologia italiana dell’Università di Milano-Bicocca, e in parte presso l’Archivio tematico museale delle arti sanitarie del Policlinico di Bari.
Lo stesso professor Tiengo, prima di morire, grazie a un rapporto di amicizia e collaborazione con il primario di anestesiologia del Centro specialistico ortopedico traumatologico “Gaetano Pini” di Milano, aveva depositato in tale istituto una selezione di libri e documenti prelevati dalla propria abitazione e dallo studio e dall’aula didattica del Padiglione Bergamasco in via Commenda 19, per costituire una raccolta permanente dedicata alla terapia del dolore, da collocare in appositi spazi. Sfumata tale possibilità a causa di un mutamento ai vertici del Gaetano Pini, il materiale rimase comunque all’istituto fino al suo definitivo trasferimento presso il Centro Aspi alla fine del 2016. Dopo la morte del professore, avvenuta nel 2010, la moglie, Starleen Kay Meyer, storica dell’arte, recuperò i libri e la documentazione rimasti in via Commenda, vi aggiunse altri materiali trovati in casa e li consegnò in parte all’Università degli studi di Milano e in parte al Policlinico di Bari, conservando solo le agende e alcuni album di disegni. In occasione dell’acquisizione da parte dell’Aspi dei materiali presenti al Gaetano Pini, si è provveduto a riunire al fondo anche tutta la documentazione esistente in università e nell’abitazione.
Attualmente, dunque, il fondo Tiengo è suddiviso come segue.

Documentazione presso l’Aspi
Il materiale, non ancora riordinato e inventariato, è stato collocato al momento dell’acquisizione in 31 faldoni a norma, contenenti agende, quaderni e appunti di Mario Tiengo (5 faldoni), documentazione relativa alla farmacologia (4), pubblicazioni e scritti di Tiengo (5) e di altri (7), corrispondenza, prevalentemente con i responsabili e i colleghi della Clinica ostetrico-ginecologica “Luigi Mangiagalli” di Milano (1), materiali relativi a convegni, conferenze e corsi (6), documentazione relativa a vari istituti, clinici e sperimentali (1), fotografie e disegni (1), materiali diversi di carattere economico e fiscale (1). Sono poi da aggiungere a tale documentazione conservata nei faldoni, 26 raccoglitori miscellanei predisposti dallo stesso Tiengo (che contengono curricula, ricordi, appunti vari e ritagli di giornale su diverse tematiche) e 6 scatoloni di diapositive, audiocassette e videocassette, 7 sacchetti di agende e diari, 4 album di disegni di Coco, 2 scatole di targhe.
Dalle carte emergono l’attenzione del professore alla persona sofferente nel suo complesso e i suoi numerosi interessi multidisciplinari, anche se prevalgono quelli relativi alla sua attività clinica e accademica, all’organizzazione di convegni nazionali e internazionali, alle sue ricerche in ambito farmacologico e alle sue collaborazioni professionale con aziende del settore farmaceutico.
Complessivamente, la documentazione copre un arco cronologico compreso tra il 1955 e il 2010.
Aggregato all’archivio vi è anche un consistente fondo librario, composto di circa 2000 libri e un centinaio di riviste, che verrà catalogato dalla Biblioteca dell’Università di Milano-Bicocca e reso disponibile nella sezione “Fondi speciali” dell’opac.

Documentazione presso il Policlinico di Bari
Il materiale conservato a Bari comprende lettere di e a Tiengo degli anni 1960-1980, alcuni documenti personali e un’ampia raccolta di note e appunti riguardanti la ricerca scientifica e la metodologia. Insieme alla documentazione è conservata anche una parte del fondo librario del professore.
Esiste un elenco di consistenza on line dei materiali a cui si accede (cliccando sul logo ARTEMAS) dal sito web www.vesalius.org.uk, messo a disposizione dalla International Society for History of Medicine.
L’aiuto dei funzionari dell’Archivio di Stato di Bari permetterà in un prossimo futuro di schedare correttamente i documenti e di rendere fruibili sul web le immagini digitalizzate dei documenti.
Il fondo è consultabile da studenti e ricercatori. Il referente è il Prof. Alfredo Musajo Somma.

Dario De Santis e Paola Zocchi
21/12/2016
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