Lettera dello psicologo toscano Enzo Bonaventura (1891-1948) a Giulio Cesare Ferrari (4)

R. Università di Firenze / Laboratorio di Psicologia Sperimentale
 
Firenze, 15.XII.24

Egregio e caro Professore,
la Sua cartolina mi giunge come opportuno richiamo al mio dovere di scriverLe, dovere che ho trascurato come molti altri in quest'ultimo periodo che è stato assai triste per me per le sventure familiari che mi hanno colpito. Perciò, e anche per prolungate assenze, ho tardato anche ad occuparmi della pubblicazione degli Atti[1].
Ora il volume è in istampa. Ma s'intende che le briciole da Lei promesse (cioè, se non erro, £. 500 del suo Laboratorio) sono assolutamente indispensabili ed è contando su quelle che abbiamo iniziata la stampa. Le sarei grato anzi se mi vorrà dare una assicurazione definitiva su questo punto. Spero che venga un bel volume ed una utile raccolta di studi psicologici.
Quanto alla relazione Benussi (di cui rimandai al Benussi stesso il manoscritto, dietro sua richiesta), non posso aver nulla in contrario a che venga pubblicata nella Rivista, con l'annunzio del Vol. degli Atti. Badi peraltro che mi occorre avere al più presto il manoscritto benussiano, giacché tra pochi giorni la stampa sarà arrivata al punto in cui va inserita quella Relazione. Lo scrissi già al Benussi, e se Ella ha occasione di scrivergli Le sarò grato se vorrà ripeterglielo, non essendo possibile né conveniente interrompere la stampa.
Accetto volentieri il Suo gentile richiamo a non dimenticare la "Rivista". Spero di poterLe mandare tra breve un mio lavoro.
Ed ora un'ultima cosa. È bene pensare al prossimo Congresso, che dovrebbe tenersi nel 1925, verso l'ottobre o novembre. Essendo stato già da tempo fatto l'invito dal Saffiotti. per Palermo, scrissi qualche tempo fa al Saffiotti per conoscere le sue intenzioni. Non ho, finora, avuto risposta. Che dobbiamo fare? Dopo l'invito di Palermo, venne quello gentile e graditissimo di Bologna, da Lei: vogliamo ancora insistere presso il Saffiotti e aspettar sue notizie, o decidere per Bologna? Io vorrei poi che all'o[rdine] d[el] g[iorno] del Congresso fosse esplicitamente posto il problema della riorganizzazione della Società di Psicologia, e gli fosse dedicata una seduta apposita: altrimenti, creda pure, non si farà nulla: non sono cose che si trattino per corrispondenza e da un capo all'altro d'Italia. Mi permetto perciò di esprimerle questa mia proposta.
Il prof. De Sarlo è da qualche tempo a Roma.
Gradisca intanto i miei più cordiali saluti
Suo Dev.mo
Enzo Bonaventura
 
[1] Gli Atti del Congresso di psicologia del 1923.
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