Lettera dello psichiatra Ernesto Belmondo (1863-1939) a Giulio Cesare Ferrari

Prof. E. Belmondo / Padova / Via Altinate, 37

li 31 Dic.bre 1905

Carissimo Ferrari,
Ben volentieri scriverò per te al Tanzi; solamente però, a te che sei così intelligente, rivolgo questa domanda: credi sul serio che, se Tanzi ha un suo piano da svolgere od una sua opinione già formata, si lasci guidare da una mia raccomandazione, per calda che essa possa essere? Non puoi crederlo sul serio, non è vero? Ad ogni modo desidero che tu non abbi a lagnarti della mia buona volontà a tuo riguardo. Piuttosto ritengo che la situazione tua in quel concorso sia realmente vantaggiosa, e, da quello che mi risulta anche per un recente colloquio con Tamburini, è da riguardare come assai probabile il tuo ingresso nella terna. Meglio però sarebbe per te se i 3 concorrenti che dirò locali alle 3 cattedre messe a concorso, si decidessero a concorrere ognuno per una cattedra sola, ritirandosi dalle altre gare analoghe. Vi si decideranno?
Le mie faccende qui vanno liquidandosi rapidamente verso il peggio. Lo Stefani [1], appoggiato da tutti i clericali del Consiglio provinciale, di cui egli ed il fratello [2] sono andati e vanno in giro a mendicare l'appoggio, sottoponendosi a tutti gli avvilimenti immaginabili, si è oramai accaparrata la maggioranza dei voti. Mia moglie ed io ti ringraziamo del tuo affettuoso interessamento e ti auguriamo insieme alla tua famigliola lieto e fortunato il nuovo anno. Una stretta di mano dall'
Aff.mo tuo
E. Belmondo
 
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[1] Umberto Stefani (1866-1907), già direttore medico del Manicomio provinciale S. Felice in Vicenza, allora direttore sanitario del Manicomio provinciale di Parma in Colorno.
[2] Il neurofisiologo ferrarese Aristide Stefani (1846-1925).
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