Piero Martinetti

Pont Canavese (Torino), 21 Agosto 1872 – Cuorgnè (Torino), 22 Marzo 1943

Biografia

La prima formazione di Piero Martinetti avvenne all’Università di Torino, dove ebbe per maestri Arturo Graf, Pasquale D’Ercole e Giuseppe Allievo e dove si laureò con una tesi dalla quale avrebbe ricavato la sua prima pubblicazione, Il sistema Sankhia (1896).
Decisivo per la maturazione del suo pensiero fu un soggiorno di perfezionamento nel campo degli studi filosofici e psicologici a Lipsia nel 1894-95, quando era ancora forte la lezione di Wilhelm Wundt. Il frutto delle sue ricerche di quei primi anni fu il trattato Introduzione alla metafisica, uscito nel 1904. Esso esprimeva sotto molti aspetti un tipico e diffuso atteggiamento polemico nei confronti delle filosofie neocriticiste e positivistiche che avevano segnato la fine del XIX secolo. Rispetto alla versione spaventiana dell’idealismo che in quegli stessi anni Giovanni Gentile andava maturando e imponendo al dibattito filosofico italiano, l’idealismo martinettiano si strutturava attraverso un dialogo più aperto nei confronti delle tradizioni precedenti. Esso sviluppava criticamente gli spunti provenienti da Roberto Ardigò, Afrikaan Spir, Hermann Lotze, Friedrich Paulsen, dall’empiriocriticismo di Richard Avenarius, dalle teorie psicofisiche e dal parallelismo di Gustav Theodor Fechner, dalla filosofia dell’immanenza di Wilhelm Schuppe, dalla psicologia sperimentale di Wundt. Il riferimento a questi ultimi autori spiega tratti sistematici tipici dell’Introduzione alla metafisica, così come taluni importanti aspetti dell’analisi del dato di coscienza che caratterizzava questo idealismo. Il deciso antiriduzionismo di Martinetti era teso a negare che la vita psichica potesse fondarsi su basi meramente fisiologiche; egli sottolineava per contro il ruolo decisivo della coscienza come attività spontanea e unificatrice, proprietà fondamentale degli esseri viventi. L’idealismo religioso esposto nell’Introduzione alla metafisica culminava nel riconoscere come la conoscenza altro non fosse che una attiva costruzione che andava progressivamente strutturandosi secondo unità sintetiche sempre più perfette. Questo graduale movimento dalla molteplicità all’unità si dimostrava orientato verso una unità noumenica e definitiva, in sé trascendente la coscienza e rappresentante «l’unità perfetta di tutte le conoscenze possibili» (Introduzione alla metafisica, 2a ed., p. 139).
Dopo un periodo di insegnamento nei licei, nel 1906 Martinetti fu chiamato sulla cattedra di filosofia dell’Accademia scientifico-letteraria di Milano (che confluirà nel 1924 nella nuova Università degli studi), dove insegnò fino al 1931. Nel corso degli anni, egli perfezionò la propria originale intuizione idealistico-religiosa attraverso un serrato confronto con classici del pensiero come Schopenhauer, Fichte, Spinoza, Kant. Una svolta decisiva nel suo pensiero avvenne intorno al 1913-14, con l’accentuarsi dell’interpretazione in senso platonico, religioso e metafisico dell’etica di quest’ultimo filosofo. La filosofia martinettiana si risolveva così in un «idealismo trascendente», dichiaratamente religioso e mistico, e si contrapponeva all’«idealismo immanente», di matrice hegeliana, che in realtà, proprio per la sua caratteristica assenza di tensione spirituale ed etica, ricadeva a parere di Martinetti in una sorta di naturalismo (Il compito della filosofia nell’ora presente, pp. 126-127).
Nel gennaio 1920, Martinetti fondò a Milano la Società di studi filosofici e religiosi, con la quale intese affiancare all’insegnamento universitario un’attività di natura più divulgativa, indirizzata alla diffusione di una mentalità religiosa aconfessionale e laica (cfr. il Breviario spirituale, apparso anonimo nel 1922). L’avvento del fascismo condusse il filosofo ad assumere pubbliche posizioni polemiche nei confronti della dittatura. Nel 1926, chiamato ad organizzare a Milano il Congresso della Società filosofica italiana, resistette a lungo alle ingerenze dei clericali capeggiati da padre Agostino Gemelli, che si opponevano alla presenza, tra i relatori, dello scomunicato Ernesto Buonaiuti; tra roventi polemiche, il congresso venne sospeso dalle autorità, che vi vedevano espressamente esaltati i valori liberali. Nel 1931, Martinetti fu tra i pochissimi professori dell’università italiana che si rifiutarono di prestare il giuramento di fedeltà al regime fascista.
Nel 1928 era apparsa un’altra opera sistematica, La libertà, nella quale Martinetti delineava la sua interpretazione della libertà del volere dell’uomo nel più ampio quadro della sua concezione del mondo. Le sue ricerche di storia del cristianesimo lo portarono a pubblicare nel 1934 l’imponente ricerca – destinata ad essere schiacciata nella tenaglia della censura fascista e della persecuzione ecclesiastica – intitolata Gesù Cristo e il cristianesimo, una personale lettura della tradizione cristiana improntata all’esaltazione delle correnti minoritarie ed eretiche.
Lasciata l’Università, Martinetti continuò ad essere l’animatore di un’importante testata come la Rivista di filosofia. La sua personale meditazione proseguì in solitudine, nel ritiro della sua casa di Spineto di Castellamonte.
 
Giovanni Rota
26/10/2015

Bibliografia

AA.VV. (1964). Giornata martinettiana: 16 novembre 1963. Torino: Edizioni di Filosofia.
Alessio, F. (1950). L’idealismo religioso di Piero Martinetti. Brescia: Morcelliana.
Banfi, A. (1961). Piero Martinetti e il razionalismo religioso. In Id., Filosofi contemporanei, a cura di R. Cantoni. Firenze: Parenti, 51-66.
Bonghi, B. (a cura di) (2012). Piero Martinetti, l’uomo e l’opera (1943-2013), numero monografico de Il Protagora, 18, 39.
Rossi, P. (a cura di) (1993). Piero Martinetti nel cinquantenario della morte, numero monografico della Rivista di filosofia, 3, 329-554.
Sciacca, M.F. (1943). Martinetti. Brescia: La Scuola.
Terzi, C. (1966). Piero Martinetti. La vita e il pensiero originale. Bergamo: San Marco.
Vigorelli, A. (1998). Piero Martinetti. La metafisica civile di un filosofo dimenticato. Milano: Bruno Mondadori.
Vigorelli, A. (2008). Martinetti Piero. Dizionario biografico degli italiani, 71.
Zunino P.G. (a cura di) (2011). Piero Martinetti. Lettere (1919-1942). Firenze: Olschki.

Per una ricca bibliografia di e su Martinetti, si rimanda al sito della Fondazione Casa e Archivio Piero Martinetti Onlus.

Opere

(1896). Il sistema Sankhya. Studio sulla filosofia indiana, Lattes, Torino .
(1904). Introduzione alla metafisica, 1° vol., Teoria della conoscenza. Torino: Clausen [nuova ed. 1987. Casale Monferrato: Marietti].
(1920). Il compito della filosofia nell'ora presente. Milano: Bertieri&Vanzetti.
(1922). Breviario spirituale (anonimo). Milano: Isis [nuova ed. 2006 a cura di A. Verrecchia. Torino: Utet].
(1926). Saggi e discorsi. Torino-Milano: Paravia [nuova ed. 1972 con il titolo Funzione religiosa della filosofia. Saggi e discorsi, a cura di L. Pareyson. Roma: Armando].
(1928). La libertà. Milano: Libreria editrice lombarda [nuova ed. 2004. Torino: Aragno].
(1934). Gesù Cristo e il cristianesimo. Milano: Edizioni della Rivista di filosofia [nuova ed. critica 2014 a cura di L. Natali. Brescia: Morcelliana].
(1942). Ragione e fede. Saggi religiosi. Torino [nuova ed. 1972, a cura di L. Pareyson. Napoli: Guida].
(1943). Kant. Milano: Bocca.
(1943). Hegel. Milano: Bocca.
(1972). Saggi filosofici e religiosi (a cura di L. Pareyson). Torino: Bottega d’Erasmo.
(1976). Scritti di metafisica e di filosofia della religione (a cura di E. Agazzi). Milano: Comunità.
(1987). Spinoza (a cura di F. Alessio). Napoli: Bibliopolis.
(1990). Il pensiero di Africano Spir (a cura di F. Alessio). Torino: Meynier.
(2011). Lettere (1919-1942) (a cura di P.G. Zunino, con la collaborazione di G. Beltrametti). Firenze: Olschki.
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