Centro di pronto intervento per malattie nervose e mentali “Riccardo Bozzi”

Il Centro di pronto intervento per malattie nervose e mentali “Riccardo Bozzi” aveva sede a Milano in Via Assietta 38, nelle vicinanze dell’Ospedale psichiatrico provinciale “Paolo Pini”. Fu inaugurato dall’amministrazione provinciale milanese nella primavera del 1970, con il nome di Centro di pronto intervento neuropsichiatrico. Il Centro, diretto dal professor Domenico De Maio, avviò concretamente la propria attività solo il 5 aprile 1972, inizialmente con funzionalità ridotta per scarsità di personale di assistenza.
Si trattava del primo esempio italiano di servizio che si ponesse “a monte” delle strutture neurologiche e psichiatriche tradizionali, con un duplice obiettivo. In primo luogo il Centro doveva agire da “filtro”, cioè diagnosticare e trattare precocemente malattie mentali e nervose suscettibili di rapido recupero clinico e ridurre così l’entità degli invii di pazienti ai manicomi. Questi, infatti, erano spesso dettati più da criteri assistenziali che da valutazioni prettamente cliniche, come avveniva tipicamente nel caso degli alcolisti. Dall’altro lato, il Centro aveva la funzione di smistare negli ospedali i malati che necessitavano di ricoveri protratti e di trattamenti riabilitativi, sia a livello somatico, sia a livello psichico.
Il centro svolgeva, inoltre, attività ambulatoriale di visita e di diagnostica (elettroencefalografie, psicodiagnostica, elettroshockterapia) e fungeva da servizio di accettazione per l’Ospedale psichiatrico “Paolo Pini”.
L’attività clinica era affiancata da quella scientifica (corsi di aggiornamento in neuropsicofarmacologia, pubblicazioni) e da quella didattica (seminari).
Il Centro aveva sede in una palazzina a due piani, con 32 posti letto, ambulatori e laboratori. Durante il primo anno di esercizio accolse 1000 pazienti (662 uomini e 338 donne), provenienti non solo dal domicilio ma anche dalle guardie psichiatriche e dagli ospedali civili cittadini. I ricoveri, in sintonia con le finalità del Centro, erano mediamente molto brevi (5,6 giorni in media nel primo anno), e solo nel 10% dei casi davano luogo al trasferimento in un ospedale, non necessariamente psichiatrico. Nel 39% dei casi, infatti, il paziente non dimesso veniva trasferito in un ospedale generale, perché le patologie internistiche si rivelavano preminenti rispetto a quelle mentali. Per facilitare la dimissione dei pazienti con difficoltà economiche venivano erogate piccole somme, sufficienti a garantire le spese di viaggio e il rientro nel luogo di residenza. L’anno precedente alla sua chiusura (17 agosto 1978), furono ricoverati 1019 pazienti, con una durata media di degenza di 8,6 giorni; furono erogate inoltre 4829 prestazioni specialistiche e diagnostiche ambulatoriali.

Daniela Bellettati e Flores Reggiani
28/09/2015 (aggiornamento 19/06/2019)

Bibliografia


 

Fonti archivistiche

Città metropolitana di Milano, Archivio del Centro di pronto intervento per malattie nervose e mentali “Riccardo Bozzi”, Relazione sul primo anno di attività del Centro di pronto intervento di malattie nervose e mentali “Riccardo Bozzi”, 1973.
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