Marialisa (Billa) Pedroni Zanuso

Milano, 20 Agosto 1920 – Milano, 8 Luglio 2012

Biografia

Nata in una famiglia della borghesia imprenditoriale milanese, è l’ultima dei tre figli di Arturo Pedroni e Antonia Cappelli. Bambina vivace, cammina precocemente, da cui il nomignolo di “Birilla” e poi “Billa”, che manterrà per tutta la vita.
Al liceo classico Parini, dove si diploma nel 1939, sue amiche e compagne di scuola sono Silvana Mauri (in seguito moglie di Ottiero Ottieri) e Franca Norsa (la futura Franca Valeri), con cui scrive e interpreta per gli amici sketches satirici, dando vita a diversi tipi femminili della società del tempo. Partecipa inoltre all’innovativo teatro di marionette di Marta Latis, dando voce a vari personaggi.
Nel 1940 si iscrive alla Facoltà di filosofia dell’Università degli studi di Milano, che deve presto lasciare per lo scoppio della guerra, cui segue un lungo periodo di sfollamento nella casa di famiglia a Torno, sul lago di Como. Nel giugno 1944 sposa Marco Zanuso, tra i maggiori architetti e designer italiani del dopoguerra, da cui nel 1945 e 1947 ha le prime due figlie. Si laurea nel 1950 a pieni voti con Antonio Banfi, con una tesi sull’Estetica di Benedetto Croce. I suoi interessi sono in quel periodo rivolti soprattutto al teatro e, di lì a poco, alla nascente televisione, con cui collabora fin dalle prime trasmissioni sperimentali riprendendo la satira di costume sui vecchi e nuovi tipi femminili nell’Italia che cambia. Si avvicina quindi al mondo del cinema, lavorando come sceneggiatrice, autrice e caratterista.
La fine degli anni ’50 segna una fase di passaggio nella sua vita professionale: nel 1958 nasce la terza figlia, e i suoi interessi si spostano progressivamente verso attività professionali più compatibili con gli impegni familiari. Tra il 1957 e il 1965 si dedica infatti prevalentemente a pubblicazioni di taglio psico-pedagogico: collabora con Lamberto Sechi alla fondazione nel ’57 della rivista Arianna, il primo mensile femminile moderno italiano, su cui terrà per anni la rubrica “Voi e i vostri figli”; è ideatrice e autrice dei testi della trasmissione Rai per bambini “Il Mago Zurlì”; collabora con Fratelli Fabbri, Vogue e varie testate con articoli sull’educazione infantile. Pubblica inoltre il suo primo libro, Nostra Signora di Milano (1962), una sorta di diario minimo in cui si sgranano i ritratti, a volte spietati, della varia umanità, soprattutto femminile, della società milanese allora al culmine del miracolo economico. A cavallo degli anni ’60 il suo interesse per l’evoluzione del ruolo e dell’identità femminile transita quindi progressivamente dalla satira di costume all’approfondimento anche teorico delle sue determinazioni psicologiche, culturali e sociali.
Nel 1964 si iscrive alla nuova Scuola triennale di specializzazione in psicologia dell’Università di Torino, da poco fondata e diretta da Angiola Massucco Costa, dove si diploma con lode nel 1968. Nei primi anni ’70 inizia l’attività di psicologa clinica all’Università di Milano, presso il Laboratorio di psicologia del lavoro diretto da Tullio Bonaretti e il Centro di rieducazione psicomotoria diretto da Cecilia Morosini. Approfondisce inoltre le sue competenze sulle tecniche proiettive attraverso la curatela e la traduzione, con Silvio Cusin, del volume La tecnica di Rorschach di Bruno Klopfer (1971). Nel 1971 inizia l’analisi personale con Piefrancesco Galli, terminata nel 1973, e il training psicoanalitico presso il Gruppo milanese per lo sviluppo della psicoterapia di piazza S. Ambrogio 2, che proseguirà poi presso il Centro studi di psicoterapia e psicologia clinica di via Alberto da Giussano 11 e l’Associazione di studi psicoanalitici fondata nel 1987. In questi centri di studio e di formazione permanente, che vedono in quegli anni il fiorire di un appassionato dibattito interdisciplinare sullo statuto delle discipline psichiatriche, psicoanalitiche e psicoterapeutiche in Italia, partecipa ai congressi nazionali e internazionali di approfondimento dei problemi teorici e clinici della psicoanalisi e della psicoterapia (in collaborazione col Seminario psicoanalitico di Zurigo) e agli incontri seminariali di training, supervisione e casistica di gruppo condotti, tra gli altri, da Gaetano Benedetti, Johannes Cremerius, Tommaso Senise, Severino Rusconi. Usufruisce inoltre negli anni ’70 e ’80 di supervisioni personali di casi clinici con Benedetti, Cremerius e Luciana Nissim. Con la stessa Nissim, con Mariella Loriga, Emanuele Gualandri, Anna Maria Fabbrichesi e altri mantiene nel tempo rapporti di scambio e di amicizia  personale, oltre che professionale.
Negli stessi anni, accanto all’attività privata di psicoterapeuta, è socia e membro del Comitato editoriale della rivista Psicoterapia e scienze umane, fondata da Galli nel 1967. Vi collabora fino al 1992 come titolare, con Galli e Nella Guidi, della rubrica “Casi clinici”, oltre che con numerosi saggi, articoli e recensioni in gran parte centrati sull’analisi critica della teoria freudiana dell’identità femminile, alla luce dei contributi più recenti delle diverse scuole psicoanalitiche e psicoterapeutiche, e del confronto con altre discipline umanistiche, dall’antropologia alla psicologia differenziale, alla sociologia, ai Gender Studies che cominciavano allora ad affacciarsi sulla scena accademica internazionale. Da ricordare, tra gli altri, il suo saggio Ridere in analisi, discusso con Elvio Fachinelli e altri, sul ruolo dell’umorismo nella pratica clinica. Nel 1982 pubblica con Bompiani il volume La nascita della psicoanalisi: Freud nella Vienna di fine secolo, tradotto in inglese da Blackwell, vincitore del Premio internazionale di cultura Anghiari (1984). Membro dell’Associazione italiana psicologi, della Società italiana di psicologia, della Scuola di psicoterapia psicoanalitica e dell’Ordine degli psicologi della Lombardia, lascia l’attività privata nel 1996.

Lorenza Zanuso
10/11/2017

Opere

(1962). Nostra Signora di Milano. Milano: Lerici.
(1965). I figli nel migliore dei mondi possibili. In “Lui e lei nel terzo millennio”, Pianeta Planète, 8.
(1966). Il bambino e il gioco. Il significato del gioco infantile nella cultura contemporanea. In Arte e gioco. Milano: Bompiani.
(1970). Risultanze al test di Rorschach e al colloquio psichiatrico in un gruppo di emofilici. Europa medicopsychica, 7(2). Anche in Atti del Convegno sui problemi clinici e sociali della emofilia, giugno 1970. Pisa: Pacini.
(1971). Klopfer, B. & Davidson, H.H. La tecnica Rorschach: manuale introduttivo; traduzione e adattamento a cura di S.G. Cusin e B. Zanuso. Firenze: OS.
(1979). Nota su ridere in analisi con riferimento al tema del “parametro”. Psicoterapia e scienze umane13(3), 14-21.
(1982). L’invidia del pene: una revisione. Psicoterapia e scienze umane16(2), 19-36.
(1982). La nascita della psicoanalisi: Freud nella Vienna di fine secolo. Milano: Bompiani.
(1984). Note in margine sul problema della diagnosi. Psicoterapia e scienze umane18(2), 70-73.
(1985). Teoria e antiteoria: una rivoluzione inesistente? Psicoterapia e scienze umane19(4), 103-106.
(1986). Identità e carattere femminile. Psicoterapia e scienze umane20(3), 88-203.
(1987). Intervento sul  caso di Emma C. Psicoterapia e scienze umane21(2), 74-77.
(1989). Intervento sul caso di Thomas von Salis. Psicoterapia e scienze umane23(3), 106-108.
(1991). Intervento sui casi clinici fin’ora pubblicati. Psicoterapia e scienze umane25(2), 114-117.
(1992). Femminilità e psicoanalisi: l’identità di genere nelle ricerche post-freudiane. In C. Arcidiacono (a cura di). Identità Genere Differenza. Lo sviluppo psichico femminile  nella psicologia e nella psicoanalisi. Milano: FrancoAngeli.
(1993). Il genere dell’analista ha un’influenza significativa nella organizzazione del transfert del paziente? Psicoterapia e scienze umane27(2), 103-107.
(1993). Intervento sul caso Giulia. Psicoterapia e scienze umane27(2), 117-119.
(1993). Presentazione di scritti di Helen Deutsch, Sigmund Freud, Luce Irigaray, Heinz Kout. In Invidia del pene? Torino: Bollati Boringhieri.
(1993). Presentazione di scritti di Martin S. Bergmannn, Otto Kernberg. In Capacità di amare. Torino: Bollati Boringhieri.
(1993). Presentazione di scritti di Elliot Jacques, Otto Kernberg, Clara M. Thompson. In L’età di mezzo. Torino: Bollati Boringhieri.
(1995). Genere e transfert. In A. Panepucci, Psicoanalisi e identità di genere. Roma-Bari: Laterza.
(1998). Intervento sul caso Aldo. Psicoterapia e scienze umane32(2), 40-42.

Fonti archivistiche

Archivio privato Billa Pedroni Zanuso, Milano.

Fonte iconografica

Archivio privato Billa Pedroni Zanuso, Milano.
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